Anzio: vietati prodotti Pomezia-Ardea nelle scuole

Una nota della dirigente alla Pubblica Istruzione del Comune di Anzio chiede ai fornitori delle mense scolastiche di non utilizzare frutta e verdura provenienti da Pomezia e da Ardea

La colonna di fumo

“A tutela della salute della popolazione scolastica si diffida, in via precauzionale, le Ditte del servizio di refezione scolastica del territorio di Anzio ad utilizzare prodotti ortofrutticoli e caseari, eventualmente coltivati in terreni o derivanti nel territorio di Pomezia ed Ardea”. E’ la nota del Dirigente alla Pubblica Istruzione del Comune di Anzio, dott.ssa Angela Santaniello, inviata questa mattina alle due Ditte che gestiscono il servizio. “Come Amministrazione – dice l’Assessore alla Cultura e Pubblica Istruzione, Laura Nolfi – con gli uffici stiamo provvedendo anche ad una verifica tecnica ed al monitoraggio delle singole schede nutrizionali e di filiera dei vari prodotti ortofrutticoli e caseari che vengono utilizzati”.

 

Intanto, il Codacons presenterà oggi stesso un nuovo esposto alla Procura della Repubblica di Velletri in merito all’incendio scoppiato presso lo stabilimento Eco X di Via Pontina, chiedendo una estensione delle indagini e accertamenti sui materiali smaltiti presso l’impianto. “A seguito delle notizie emerse nelle ultime ore, secondo cui i residenti avrebbero più volte segnalato al Sindaco di Pomezia e al capo dei Vigili Urbani i rischi derivanti dall’accumulo di plastica e immondizia nel cortile della società, senza tuttavia ottenere alcuna risposta, crediamo sia doveroso estendere le indagini nei confronti del Comune di Pomezia e degli enti responsabili, Polizia Municipale e Asl, alla luce delle possibili fattispecie di concorso in incendio, disastro ambientale, diffusione di sostanze tossiche e omissione di atti d’ufficio – dichiara in una nota il presidente Carlo Rienzi – Un passo necessario per verificare se le istituzioni locali abbiano avuto eventuali responsabilità nell’incidente, e per capire se sia stato fatto tutto il possibile per evitare l’incendio”.

 

“Chiediamo inoltre alla Procura di Velletri di acquisire tramite sequestro tutta la documentazione (bolle di accompagnamento, fogli di scarico, ecc.) relativa alla merce trattata presso lo stabilimento Eco X, al fine di accertare la possibile presenza di materiale pericoloso per la salute umana” – aggiunge Rienzi.

Il Codacons infine pubblicherà oggi stesso sul proprio sito www.codacons.it il modulo attraverso il quale i residenti dei 21 comuni coinvolti nell’incendio, così come aziende e attività commerciali, potranno costituirsi parte offesa nell’inchiesta della magistratura e avviare l’iter per ottenere il risarcimento dei danni subiti.

 

“A tre giorni dallo scoppio dell’incendio nell’azienda Eco X di Pomezia continuano ad arrivare notizie frammentarie, che alimentano le incertezze. Sulla natura dell’incendio stanno indagando le autorità competenti, ma riteniamo insufficiente che la risposta delle istituzioni possa limitarsi alla chiusura delle scuole e all’invito alla popolazione a non raccogliere ortaggi e a tenere chiuse le finestre”. Così, in una nota, la Cgil di Roma e del Lazio e la Cgil di Roma Sud Pomezia Castelli.

 

“Siamo molto preoccupati per ciò che è accaduto – continua la nota – e chiediamo al Comune e alla Regione di fare chiarezza sulla reale pericolosità delle sostanze disperse nell’ambiente e sulle eventuali ricadute sulla salute pubblica e i rischi per i lavoratori. Riteniamo altresì urgente che la Regione convochi un tavolo di confronto sul nuovo piano relativo al ciclo dei rifiuti e proceda alla messa in sicurezza dei siti contenenti materiali pericolosi, con particolare attenzione all’amianto.

Il grave episodio avvenuto a Pomezia evidenzia, infatti, quanto la nostra regione in tema di rifiuti abbia un urgente bisogno di un nuovo piano e di controlli più stringenti”.

© 2Media Srls - 2media@pec.it
Il Sito è iscritto nel Registro della Stampa del Tribunale di Roma n.10/2014 del 13/02/2014
Radio Colonna