Atac chiede agli utenti di fare i vigilantes (involontari)

È giusto che i passeggeri si espongano in prima persona per segnalare i balordi?

Viaggiatori ma anche vigilantes. Nella galassia bizzarra e grottesca del trasporto pubblico capitolino gli utenti delle metropolitane – nell’attesa biblica tra un treno e un altro – dovrebbero cimentarsi nel controllare e segnalare (a chi dovrebbe vigilare) eventuali problemi. È quanto si apprende da un’interessante conversazione avvenuta qualche giorno fa su Twitter tra un utente – Leonardo Rigante – e Infoatac, il servizio ufficiale di Atac sul social network:

Nelle metropolitane esiste un sistema di vigilanza che è preposto – e pagato – proprio per controllare che non si verifichino le situazioni denunciate da Rigante. Se l’utenza sa di non poter fare affidamento su un controllo ‘fisico’ potrebbe anche essere spinta a intervenire direttamente invitando il trasgressore a porre fine a un comportamento non ammesso. Un contatto diretto che ricorda e rievoca l’episodio drammatico avvenuto nel settembre del 2016, quando Maurizio Di Francescantonio fu pestato sulla Metro B per aver chiesto a un gruppo di balordi – recentemente puniti con condanne pesantissime – di smettere di fumare. Ci si aspetta che l’azienda – una volta ricevuta un’indicazione dall’utenza – contatti lei stessa chi sta ‘in loco’ per intervenire. Chiedere ai passeggeri di esporsi e di comunicare con l’interfono – magari facendosi sentire dall’attaccabrighe di turno che sta fumando la sua sigaretta sulla banchina – non sembra il modo corretto per affrontare problemi di questo genere.

 

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