Da una parte una delle tratte ferroviarie più martoriate d’Italia, la Roma-Lido, da rimettere in sesto il prima possibile. Dall’altra il pugno di ferro contro fornitori disonesti e lavoratori iscritti al sindacato troppo disinvolti. Il dg di Atac Marco Rettighieri, alla guida della municipalizzata da quasi quattro mesi, sta combattendo una doppia battaglia all’interno dell’azienda. Che oggi è stata portata all’attenzione dei senatori della commissione Lavori Pubblici, dove il management Atac è stato ascoltato.
Partendo dalla prima questione, Rettighieri ha rimarcato i risultati raggiunti grazie alla sua cura “che mira a riportare Atac sulla linea di galleggiamento”, in attesa che qualche partner industriale forte faccia il suo ingresso nella municipalizzata. “Sulla Roma-Lido stiamo migliorando, ad oggi garantiamo 12 corse su 12 con un intervallo di 8-10 minuti al massimo”, ha spiegato il dg. Inoltre “stiamo collaudando le sottostazioni elettriche che dovranno assicurare il pieno funzionamento dei condizionatori, che entro l’estate monteremo su 8 treni. Ma a settembre puntiamo a rendere disponibile il servizio su tutti i convogli”. Rettighieri ha inoltre annunciato l’abolizione delle pulizie notturne “che non servono a nulla” mentre per quanto riguarda gli interventi più urgenti sulla Roma-Lido, il manager ex Ferrovie han indicato tra le priorità il reperimento di nuovi materiali rotabili, a cominciare dai convogli, “che rispetto all’infrastruttura vera e propria hanno la priorità”.
Poi ci sono le questioni interne, per certi versi oscure, che Rettighieri intende affrontare di petto. Il dg di Atac punta il dito su tre settori, ovvero la gestione del dopolavoro e delle mense, la fornitura di gomme e i distacchi sindacali. Tre dossier su cui da tempo Atac ha aperto indagini interne per fare luce, le cui risultanze, ha annunciato il manager, sono state consegnate alla Procura di Roma.
Nelle carte all’attenzione dei magistrati, ha spiegato Rettighieri, si fa riferimento alla “gestione dei dopolavoro e delle mense Atac senza controllo da parte di imprese costituite da sindacalisti, un contratto per la fornitura delle gomme dal valore di 8 milioni di euro ma che Atac invece paga il doppio, 16 milioni di euro e di distacchi aziendali non autorizzati”.
Anche il senatore Stefano Esposito ha parlato di presunte irregolarità negli stessi settori desunte da un “dossier anonimo che mi hanno fornito e che porterò in Procura anche se forse la denuncia di Rettighieri parla delle stesse cose”. Ora spetta alla magistratura fare luce e verificare se davvero dentro Atac, oltre ai disservizi ordinari, qualcosa non va. (Gianluca Zapponini)