Atac rispolvera la vendita delle rimesse per trovare 400 milioni

Ecco il piano della cessione degli immobili Atac

 

Un progetto vecchio di cinque anni improvvisamente rispolverato. E’ il piano per la cessione degli immobili Atac, in particolare delle vecchie rimesse di Piazza Bainsizza, nel quartiere Della Vittoria, di via Alessandro Severo, all’Ostiense e di Piazza Ragusa, all’Appio, ma anche buona parte degli uffici di via Tuscolana. Migliaia di metri quadrati di superficie che in caso di successo nella vendita potrebbero fruttare all’azienda tra i 300 e i 400 milioni di euro, ridando un po’ di fiato alla municipalizzata dei trasporti, affossata da anni di bilanci in perdita.

 

L’ultimo esercizio disponibile, quello del 2014, si è chiuso con un passivo di 141 milioni. La vendita degli immobili Atac era stata già decisa con una delibera nel 2011, ai tempi di Gianni Alemanno. Poi però qualcosa si è inceppato e l’operazione è stata accantonata per qualche anno. Ma ora, secondo quanto risulta Radiocolonna, il dossier sarebbe ritornato attuale, su impulso del commissario Francesco Paolo Tronca.

 

Se infatti il futuro di Atac rimane piuttosto incerto, con l’ipotesi privatizzazione ancora in stand by, per fronteggiare l’attuale mancanza di liquidità, Tronca avrebbe deciso di affidare al neo direttore generale Marco Rettighieri la vendita di alcune aree non più strategiche per Atac. Da quanto si apprende, l’operazione sarebbe ancora allo stadio iniziale, con Rettighieri impegnato ad aggiornare il valore degli immobili da dismettere. I tempi però, fanno notare ambienti Atac, non dovranno essere necessariamente troppo lunghi, la recente indisponibilità delle banche a concedere ulteriore credito all’azienda, visto il cattivo andamento dei conti.

 

Fin qui la situazione economica della municipalizzata romana. Sul fronte della rete del trasporto quotidiano invece, sembra perdere quota il progetto dell’azienda francese, Ratp Dev per riammodernare la tratta Roma-Lido, ad oggi affidata in gestione all’Atac. E questo perché il la Regione Lazio sarebbe più propensa a richiedere un intervento del governo italiano, che dovrebbe stanziare i fondi, piuttosto che affidare la risistemazione del tratto ai francesi. (Gianluca Zapponini)

 

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