Ballottaggi, vincono l’astensionismo e il centrodestra

L'alleanza Berlusconi-Meloni-Salvini si impone anche nel Lazio. Vittoria del M5S a Guidonia-Montecelio (di Giuseppe Leone)

I risultati dei ballottaggi svoltisi domenica 25 nei 111 comuni interessati alla nuova chiamata alle urne parlano chiaro. C’è un vincitore assoluto – l’astensionismo – e un vincitore relativo – il centrodestra. Sconfitti invece il centrosinistra ed, in parte, il Movimento 5 Stelle.

E’ un dato di fatto che, quando i cittadini debbono votare una seconda volta – e per di più in un clima estivo – lo fanno svogliatamente ed in molti preferiscono la cabina al mare o la baita in montagna alla cabina elettorale. Ma certamente, quando si registra un’affluenza sotto il 50% (per l’esattezza il dato nazionale diffuso dal Ministero dell’Interno dice 46,03% contro il 58% del primo turno dell’11 giugno) per le forze politiche deve suonare un campanello d’allarme. Da rilevare che la percentuale più alta di votanti si è registrata nel Reatino con il 65,50%, mentre la più bassa si è avuta nel Casertano (37,93%) che ha battuto di poco l’area della provincia di Roma (38,08%).

Detto dell’astensionismo, non c’è dubbio che il centrodestra può cantare vittoria ai ballottaggi. L’alleanza Berlusconi-Meloni-Salvini ha conquistato il sindaco in 14 dei 22 comuni capoluoghi interessati al voto, ovvero ad Alessandria ed Asti (Piemonte), Como, Lodi e Monza (Lombardia), Verona (Veneto), Genova e La Spezia (Liguria), Piacenza (Emilia-Romagna), Pistoia (Toscana), Rieti (Lazio), L’Aquila (Abruzzo), Catanzaro (Calabria), Oristano (Sardegna). Il centrosinistra ha invece prevalso in quattro comuni, ovvero a Padova (Veneto), Lucca (Toscana), Taranto e Lecce (Puglia) ai quali si può aggiungere Belluno (Veneto) perché il candidato sindaco, Jacopo Massaro, era a capo di una lista civica vicina ai suoi valori.  Infine il M5S si aggiudica il sindaco di Carrara mentre a Parma si riconferma l’ex grillino Federico Pizzarotti, entrambi contro un candidato del centrosinistra. Da registrare, per ultimo, che Trapani sarà commissariata perché l’aspirante sindaco del centrosinistra (unico partecipante al ballottaggio dopo il ritiro del suo antagonista del centrodestra per motivi giudiziari) non è riuscito a portare alle urne il 50% più uno degli elettori come richiesto dalla legge in questi casi.

Da rilevare ancora, nei comuni non capoluoghi, l’affermazione del centrodestra a Sesto San Giovanni, definita a suo tempo la Stalingrado d’Italia per le grandi affermazioni elettorali del Pci, e la vittoria del M5S a Guidonia-Montecelio (terza città del Lazio per numero di abitanti), ad Ardea (sempre in provincia di Roma) ed a Fabriano nelle Marche. Per quanto riguarda gli altri comuni laziali andati al ballottaggio, il centrodestra si aggiudica Ladispoli e Fonte Nuova, il centrosinistra Cerveteri mentre Sabaudia, Frascati, Grottaferrata avranno per sindaco esponenti di liste civiche.

Nei prossimi giorni un’analisi più articolata sul voto. (di Giuseppe Leone)

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