Bioparco, inaugurato museo ambientale M.A.CRI, primo in Europa

Si tratta del primo museo tematico in Europa che si occupa del crimine ambientale in senso stretto

È stato inaugurato oggi dal Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina il Museo Ambiente e Crimine (M.A.CRI.), all’interno del Bioparco di Roma intitolato a Danilo Mainardi e realizzato dal Comando Unità Tutela Forestale Ambientale e Agroalimentare Carabinieri (CUTFAA) e dal Bioparco di Roma.

Al taglio del nastro hanno partecipato anche il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma Federico Coccìa, il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette e l’assessore all’ambiente del comune di Roma Pinuccia Montanari. La struttura è stata intitolata all’etologo e scienziato Danilo Mainardi, per il suo prezioso contributo allo studio del comportamento animale e alla diffusione della cultura del rispetto e della salvaguardia della natura.

“Si tratta del primo museo tematico in Europa che si occupa del crimine ambientale in senso stretto – ha sottolineato il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa – e pertanto rappresenta un vero e proprio primato dell’Italia. Oggi – ha concluso – riparte questo progetto dall’idea di far conoscere ai bambini il crimine ambientale e che dietro gli animali ci può essere la criminalità organizzata”.
Il Museo, unico nel suo genere in Europa, ha l’obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico su diverse tipologie di reati, da quelli che deturpano il patrimonio ambientale, a quelli perpetrati nei confronti della specie protette, nonché sui reati commessi nell’ambito del settore agroalimentare. Basti pensare che, nel primo semestre 2017 il CUTFAA ha effettuato sul territorio nazionale circa 234.800 controlli che hanno riguardato le aree protette, le discariche, il settore della salute ed agroalimentare, la flora e la fauna (antibracconaggio, commercio specie in via d’estinzione, maltrattamento, caccia, zoo, circhi, etc.), incendi, illeciti contro la pubblica Amministrazione. La struttura è divisa in sezioni: incendi, inquinamento e rifiuti, bracconaggio, taglio illegale delle foreste, CITES (Convenzione che regolamenta il commercio internazionale di specie di flora e fauna in via di estinzione), maltrattamento animale, sicurezza in montagna, sicurezza agroalimentare e tecniche investigative mettendo in risalto gli strumenti di cui dispone lo Stato per combattere simili forme di illegalità.

Il MACRI si sviluppa su circa 400 metri quadrati in cui sono stati ricreati numerosi contesti ambientali che rappresentano i fenomeni criminali e i danni prodotti sull’ambiente. Il percorso è corredato da pannelli in italiano e inglese che offrono per ogni argomento una spiegazione chiara, arricchita da dati e curiosità. Uno spazio è dedicato alla promozione della nuova rivista ambientale dell’Arma dei Carabinieri #Natura che tratta le tematiche della tutela della biodiversità, del paesaggio, del patrimonio culturale e della sicurezza agroalimentare. Chiude il percorso un’area dedicata all’educazione – in cui sono presenti materiali didattici utilizzati dell’educazione ambientale e alla legalità – e ai bambini, che possono farsi fotografare posizionando il viso in corrispondenza di un foro, creato su una sagoma in forex, che ritrae, quasi a dimensioni naturali, l’investigatore della natura (ovvero l’immagine di un Carabiniere Forestale). In diversi punti del Museo è inoltre possibile consultare in maniera interattiva un totem con touchscreen ed uno schermo, mediante i quali visionare immagini, filmati e presentazioni afferenti ai diversi crimini ambientali e alle tematiche affrontate nel percorso di visita.

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