Bolkestein, I Radicali denunciano l’Italia

L'iniziativa nella sede romana della Commissione Europea: stop al corporativismo Made in Italy

I Radicali Italiani denunciano lo Stato italiano per la violazione della direttiva Bolkestein. Alla vigilia del 60° anniversario dei Trattati di Roma, alcuni attivisti radicali – tra cui il segretario Riccardo Magi – si sono recati alla sede della Commissione Europea di Via IV Novembre per denunciare il mancato rispetto della direttiva che apre i mercati nazionali dell’Unione alla concorrenza.

Una storia che vede l’Italia, secondo i Radicali, dalla parte delle corporazioni e delle categorie che bloccano il libero mercato. Ne è un esempio la legge di conversione del DL Enti Locali che ha prorogato le concessioni balneari e posticipato a fine 2018 quelle degli ambulanti.

Un approccio contrario alla preminenza del diritto europeo rispetto a quello nazionale, che andrebbe anche a svilire una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea (CGUE).

“L’iniziativa che abbiamo intrapreso oggi, proprio mentre è in corso un nuovo sciopero dei taxi, si è resa necessaria di fronte all’offensiva del partito unico dell’anticoncorrenza che nel Parlamento italiano riunisce in modo trasversale tutte le forze politiche – spiegano i Radicali Italiani – una garanzia per gli interessi delle corporazioni che va a discapito di coloro che vorrebbero avviare un’attività imprenditoriale proprio in quei settori blindati da licenze a vita”.

Sulla sfondo dell’appuntamento odierno, il referendum organizzato per rilanciare ATAC grazie a gare pubbliche e a maggiori aperture al mercato.

 

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