Buche, 2 milioni di euro in meno dalla Giunta

Ma i grillini assicurano: piano piano facciamo tutto

Fabio Rossi per Il Messaggero Roma

 

Quasi due milioni in meno a disposizione per la manutenzione stradale, nel 2017, rispetto a due anni fa, quando in Campidoglio c’era ancora Ignazio Marino. La tanto annunciata (e attesa) operazione #StradeNuove, lanciata da Virginia Raggi, ancora non si vede, almeno per quanto riguarda la manutenzione ordinaria, mentre per quella straordinaria (gli investimenti) un bilancio si potrà fare solo a cantieri ultimati. E non solo sull’asfalto, sempre più disastrato, ma anche e soprattutto nei documenti di bilancio. Dove la svolta ancora non c’è, e nemmeno si intravede nel prossimo futuro.

 

Il conto economico parla chiaro: nel 2015 la spesa finale per questo capitolo è stata di 50,6 milioni di euro. Già ben lontana, per intenderci dai «250 milioni di euro l’anno per cinque anni» necessari, secondo le stime dei tecnici dell’Acer, per rimettere la situazione sui binari della normalità. Ma la situazione, negli anni successivi, è addirittura peggiorata.

 

Nel 2016, con il bilancio approvato dal commissario straordinario Francesco Paolo Tronca, gli stanziamenti per la lotta alle buche sono scesi a quota 49,1 milioni. Per poi risalire leggermente quest’anno, nella manovra di previsione della giunta pentastellata, a 49,9. Ma la prospettiva inserita nei documenti contabili dall’assessore Andrea Mazzillo parla di un’ulteriore contrazione nel 2018 e nel 2019, con un budget che si dovrebbe stabilizzare sui 48,9 milioni nel prossimo biennio. Va considerato che il conto complessivo della manutenzione stradale comprende i fondi del dipartimento sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana (Simu), che si occupa degli 800 chilometri di arterie della grande viabilità, ma anche quelli destinati ai 15 Municipi, che hanno competenza sui 4.700 chilometri complessivi della viabilità secondaria.

 

Se il Simu ha subito un consistente taglio delle risorse a disposizione – dai 30,2 milioni del 2015 ai 27 di oggi, con la prospettiva di scendere a 26 l’anno prossimo – i Municipi hanno mantenuto praticamente inalterato il budget complessivo, ma con una ripartizione diversificata a seconda dei quadranti della città. La parte del leone la fa il VII (Appio-Tuscolano), il Municipio di nascita dell’assessore ed ex vice sindaco Daniele Frongia, che ottiene la somma più alta in assoluto, 2,5 milioni, con un incremento di 600 mila euro rispetto al 2015.

 

In proporzione, però, l’incremento più consistente rispetto a due anni fa spetta al quadrante settentrionale della Capitale: il budget del XV Municipio (Cassia-Giustiniana) viene più che raddoppiato, passando da 774 mila euro a 1,6 milioni, ma aumentano i fondi a disposizione anche per il XIV (Monte Mario), quello della sindaca, che “guadagna” 500 mila euro in più, da 1,1 a 1,6 milioni.

 

Più tondi anche per i due Municipi che saranno interessati dalla prossima tornata elettorale midterm: al X (Ostia-Acilia) – il Municipio commissariato per infiltrazioni mafiose dove alle ultime elezioni comunali il M5S ha sfondato quota 40 per cento – vanno 2,3 milioni, contro gli 1,8 dell’epoca Marino; per l’VIII (Ostiense-Garbatella), reduce dalle dimissioni del minisindaco Paolo Pace, si passa da meno di 900 mila euro a 1,7 milioni. Restano stabili i fondi a disposizione dei due Municipi governati dal Pd: il I (centro storico-Prati) resta a quota 2,2 milioni; il II (Salario-Parioli-Nomentano) passa da 903 a 967 mila euro. A perdere soldi rispetto a due anni fa, anche in modo evidente, è il Municipio XII (Monteverde), che passa da 2,6 milioni a 766 mila euro.

 

Diverso è il discorso sul fronte della manutenzione straordinaria, che rientra nel capitolo degli investimenti. Qui la sindaca ha annunciato un piano straordinario da 85 milioni di euro. La cifra non è comunque eccezionale: l’ultimo piano investimenti della passata amministrazione arrivava a 119 milioni, poi sono arrivati i fondi del Giubileo a rendere impossibile un realistico confronto con oggi. Ma quando si parla di opere pubbliche (la manutenzione straordinaria prevede il completo rifacimento di alcune strade) bisogna comunque attendere quanto sarà concretamente realizzato al termine del periodo, come insegna proprio la recente esperienza dell’Anno Santo. Se alcune strade sono già state rifatte, da via di Boccea a via Appia Nuova, per altri cantieri sono già emersi i primi intoppi: come nel caso di piazza Venezia e di via Aurelia, i due progetti più importanti del lotto, per i quali l’Autorità nazionale anticorruzione ha chiesto di sospendere le procedure, in attesa di verificare alcuni aspetti del bando su cui è stato presentato un esposto alla stessa Anac.

 

 

Fabio Rossi per Il Messaggero Roma

 

L’ultimo cantiere ultimato è quello di viale Erminio Spalla, tra via di Grotta Perfetta e viale del Tintoretto, in quel Municipio VIII che da poco ha visto le dimissioni del minisindaco Paolo Pace. Lo schema è quello deciso dalla giunta di Virginia Raggi: a ogni Municipio viene attribuita una quota di investimenti da utilizzare per la manutenzione straordinaria (ossia il completo rifacimento) delle strade scelte da ogni ex circoscrizione. Poi toccherà al Campidoglio mettere in campo gli interventi sulle strade più grandi, quelli di maggiore impatto sulla viabilità e sull’opinione pubblica.

 

Insomma sull’operazione Strade nuove – o #StradeNuove, scritta alla twitteriana maniera – la maggioranza pentastellata punta forte per dare un segno di svolta all’amministrazione della Capitale, «per una spesa totale di circa 85 milioni di euro», come sottolinea la sindaca. In realtà il dipartimento Sviluppo infrastrutture e manutenzione urbana, alla voce investimenti, ha una dotazione di 46 milioni, comprese scuole, fognature e pubblica illuminazione. Ma i Cinque stelle rivendicano una serie di interventi di manutenzione già portati a termine: da via di Boccea a via di Acquafredda (sempre in zona Aurelio), fino a un tratto di via Appia Nuova. «Una alla volta e nel modo giusto – scrive su Facebook il capogruppo Paolo Ferrara – Una alla volta e nel modo legale e trasparente le strade delle nostra città verranno sistemate».

 

Per il resto, il Campidoglio spinge per mettere in campo i cantieri previsti per il Giubileo e ancora non realizzati, da piazza Venezia al lungotevere, per i quali recuperare i soldi non spesi durante l’Anno Santo, e sulla manutenzione straordinaria di ponti e gallerie. A questi vanno aggiunti una serie di progetti minori, dalle piste ciclabili alle corsie preferenziali, per tentare di migliorare l’intero sistema della mobilità urbana.

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