Bus turistici, retromarcia 5S: piano dal 2019

Nonostante le pressanti richieste, la prudenza grillina impone di non creare da subito una nuova regolamentazione per i pullman turistici

Manuela Pelati per Il Corriere della Sera Roma

 

La politica dei piccoli passi e della prudenza dei 5 Stelle sul progetto dell’uscita dei bus turistici dal centro storico, rischia il pantano. «Devono rimanere fuori dell’anello ferroviario» aveva promesso determinata la sindaca Virginia Raggi un anno fa ai microfoni di Corriere.it, tenendo fede all’idea ecologica antismog e per la tutela dei monumenti. La linea politica è poi stata tradotta lo scorso dicembre dall’assessora Linda Meleo in un piano pullman che stabiliva l’inserimento di una ztl specifica (portando a 3 le aree a traffico limitato) per chiudere il cuore del centro storico ai giganti della strada. Ma la decisione non è mai stata attuata.

 

«È una bozza di lavoro» aveva detto prudentemente il presidente di commissione Trasporti Enrico Stefano nel novembre 2016 davanti a una commissione affollata con i comitati dei cittadini a favore dell’uscita dei pullman e i rappresentanti degli autisti a minacciare di bloccare la città. «Tranquilli, il piano rappresenta solo linee guida che potranno essere modificate per tutto il 2017». Ma proprio in quella sede l’assessora Meleo aveva promesso: «Entrerà in vigore a gennaio 2018». Giunti ad aprile 2017, invece, le decisioni si allontanano ancora. «Rischiamo di slittare al 2109» ha detto lunedì in commissione Turismo la vice presidente grillina Alisia Mariani.

 

«Stiamo dialogando con le categorie ed è allo studio dell’Agenzia per la Mobilità un piano di allargamento degli stalli esistenti che risultano insufficienti. Stiamo pensando all’inserimento di altri posteggi ma non all’interno della ZU, piuttosto sulla linea esterna». Durante la riunione alla quale hanno partecipato i rappresentanti di Federalberghi, Unindustria e Confesercenti, sul tema dolente del turismo in calo del 3% rispetto alla media europea, la prudenza regnava sovrana. «Non realizzeremo la chiusura del centro storico tutta insieme ma faremo dei piccoli passi verso la giusta direzione» ha detto la consigliera 5 Stelle, Gemma Guerrini, lasciando solo intendere la linea politica dei pullman off limits.

 

«I bus turistici rappresentano il 50% del turismo romano» l’immediata replica di Giuseppe Roscioli di Federalberghi. «Se li fermiamo sul Raccordo per poi trasportare i turisti con i pulmini raddoppiamo il traffico, già ci sono milioni di veicoli al giorno sulle strade». E inoltre: «Se prendono la metropolitana rischiano di non arrivare mai, prima bisogna garantire che i mezzi funzionino. Giapponesi e cinesi non capiscono dove fare i biglietti per l’autobus e della parola obliterazione non trovano la traduzione» ha aggiunto. «Se i bus devono rimanere fuori del centro ci scordiamo i numeri sul turismo» l’intervento di Daniele Brocchi. A rincarare la dose anche il consigliere Andrea De Priamo (FdI): «Se vogliamo nuove modalità ecologiche bisogna offrire qualcosa in cambio».

 

Le categorie nel rimarcare che «paghiamo 120 milioni di euro l’anno di tassa di soggiorno» hanno chiesto che «i soldi dovrebbero essere spesi per il decoro, trasporti, servizi e legalità». Diplomatica la risposta della presidente della Commissione Turismo, Carola Penna (M5S): «Troverete ampio ascolto ma partecipate alla bonifica della città». «Hanno solo buone intenzioni ma sono in alto mare: non attuare il piano pullman è andare in retromarcia», l’affondo di Giulio Pelonzi (Pd).

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