“A Roma siamo in una situazione bloccata, serve davvero un progetto di lungo periodo per rilanciare i servizi sociali, e non aspettiamoci dalla giunta Raggi miracoli in pochi giorni”, Rita Cutini è stato assessore ai servizi sociali durante la prima giunta Marino. Vicina alla Comunità di Sant’Egidio, è stata un osso duro per gli esponenti di Mafia Capitale, mettendosi di mezzo al malaffare della cricca. Poi, i dissidi con Marino che l’allontanarono dal Campioglio.
Roma è una città che anche dal punto di vista sociale va ricostruita. I bambini in povertà sono non meno di 30 mila, i senza tetto sono non meno di 7 mila gli anziani che vivono da soli a rischio esclusione sociale. E il comune, in difficoltà economica, ha tagliato l’assistenza domiciliare. Basta dire che negli ultimi cinque anni, oltre 700 anziani hanno perso questo servizio e otto centri diurni sono stati chiusi.
“A Laura Baldassarre”, neo assessore ai servizi sociali, “faccio i miei migliori auguri e penso che abbia tutte le carte per aiutare questa città – continua Cutini – Se però si vuole fare bene bisogna uscire dall’emergenza, fare una programmazione sul piano amministrativo, perché Mafia Capitale è potuta nascere proprio perché si è andati avanti troppo tempo con le logiche emergenziali”.
Cutini parla di una città che “soffre, dove sono aumentate non solo la povertà e l’emarginazione ma anche l’indifferenza. Eppure le risorse per rinascere ci sono”. Infatti in città ci sono un migliaio circa di associazioni di volontariato, c’è la rete delle parrocchie e delle Caritas che soprattutto nelle periferie svolgono una funzione di welfare parallelo.
Una delle sfide possibili, per Cutini, è il superamento dei campi rom, aspetto che è presente anche nel programma dei Cinque Stelle in Campidoglio. “Le soluzioni ci sono (Sant’Egidio ha proposto l’assegnazione di case popolari per i nomadi italiani, ndr) – conclude Cutini – Ma anche qui se non si fa una seria programmazione non si farà molta strada”. (Alg)