Da Alemanno agli arresti: cronistoria dello Stadio della Roma

Le tappe che hanno visto protagonista il progetto dello stadio di Tor di Valle

Si prospetta un’altra brutta pagina per l’immagine di Roma. L’operazione dei Carabinieri coordinata dalla Procura di Roma profila uno scandalo di grossa portata che riguarda uno dei progetti più discussi degli ultimi anni: lo Stadio della Roma.

Ad essere coinvolti sono politici locali, imprenditori e dirigenti, come raccontato da Radiocolonna. Ma in attesa degli sviluppi giudiziari, andiamo a vedere la cronistoria del progetto dello Stadio della Roma.

Tutto nasce nel 2012, quando la Roma decide di sottoporre all’allora sindaco di Roma Gianni Alemanno il progetto del nuovo stadio in zona Tor di Valle sui terreni dell’imprenditore Luca Parnasi (uno degli arrestati). Ma si inizia a entrare nel vivo della questione solo quando vengono approvati tre commi alla legge di stabilità 2014 che permette a privati di avanzare proposte alle amministrazioni per costruire nuovi impianti sportivi.

Così il presidente giallorosso James Pallotta e l’ex sindaco di Roma Ignazio Marino iniziano a muoversi per far partire l’iter. Fondamentali i nove mesi che vanno da marzo a dicembre 2014. Il 26 marzo c’è la presentazione del progetto. A fine maggio lo studio di fattibilità di Eurnova (Parnasi) che prevedeva una zona A con centri sportivi, stadio e negozi e una zona B con tre grattacieli destinati ad uso commerciale, ricettivo e direzionale. Un totale di cubature (oltre 900mila mc) per compensare il costo dei privati per la realizzazione di quelle opere di pubblica utilità imposta da Marino e dal suo assessore all’Urbanistica Caudo. Il 22 dicembre 2014, con la Deliberazione n.132 votata dall’Assemblea Capitolina, viene votato l’interesse pubblico dell’operazione.

Le opere infrastrutturali riguardavano, tra le varie voci, il collegamento Ostiense-A91, il ponte carrabile sul Tevere e lo svincolo autostradale della Roma-Fiumicino.

Nel giugno del 2016 diventa sindaco Virginia Raggi con una posizione diversa rispetto al predecessore rispetto allo Stadio della Roma. La posizione critica, già espressa negli elaborati mandati alla Regione Lazio, si palesa nella Conferenza di Servizi decisiva di novembre 2016. Nell’ultima seduta della Conferenza a fine gennaio 2017 il Comune di Roma chiede un’ulteriore proroga di 30 giorni entro i quali il Comune – assieme alla Città Metropolitana – dà parere non favorevole.

Poi il 24 febbraio la svolta. Raggi, l’AS Roma e Eurnova si incontrano e annunciano che lo stadio si farà, ma senza le torri e con il 60% in meno di opere del Business Park (zona B)

Ma il 5 aprile la Regione Lazio dice ‘no’ alla conclusione della Conferenza di Servizi e si dà tempo per le controdeduzioni fino al 15 giugno, termine in cui il MIBACT deve dare un parere sul vincolo dell’Ippodromo. Giugno è un mese molto intenso: la delibera del nuovo interesse pubblico viene votata sia dal Municipio IX che dall’Assemblea Capitolina mentre il MIBACT archivia il vincolo.

Il 15 settembre 2017 viene indetta dalla Regione Lazio una nuova conferenza che si conclude a dicembre con l’approvazione del progetto definitivo e con tutte quelle prescrizioni che avrebbero dovuto guidare la stesura definitiva del progetto.

Meno di 20 ore fa, Virginia Raggi ha pubblicato questo post su Facebook:

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