DEF a 2,4: vince la politica sul vecchio “sistema”

Sfondato il rapporto debito/Pil per mantenere vive le promesse agli elettori

Alla fine Matteo Salvini e Luigi Di Maio sono riusciti a far prevalere le promesse elettorali di fronte al vecchio concetto di economia. In
sostanza hanno deciso di non deludere gli elettori, di sfidare le condizioni imposte dalla Ue e la conseguente reazione dei mercati.
Una scelta – c’è chi l’ha definita strambata – che conferma anche la stabilità del governo penta-stellato. I mercati, al di là del nervosismo iniziale, dovrebbero apprezzare la coesione dimostrata dal governo.

Anche stavolta si è messa in mezzo la stampa, sottolineando gli aspetti competitivi fra i due leader. Alcuni autorevoli economisti ed
editorialisti hanno lanciato inutili allarmi. Secondo loro migliorare tanto le pensioni che la condizione di una povertà dilagante,
graverebbe troppo sui conti dello Stato. Lega e Cinquestelle non si sono lasciati però impressionare, convinti che, oltre alla pressione
migratoria, è diventato insopportabile uno sviluppo dal quale sempre più persone e categorie sociali sono lasciate fuori.

Così dopo alcuni gesti significativi per cercare di controllare il fenomeno migratorio, ora il governo ha compiuto passi concreti per
diminuire le diseguaglianze sociali. E anche i più critici dovrebbero ammettere che questa è vera politica. In un modo magari non
raffinato, come quello di alcuni indiscussi protagonisti del passato: De Gasperi, Moro o Berlinguer, ma altrettanto efficace. Il grande e stabile consenso finora ottenuto dal governo giallo-verde lo dimostra. E ciò grazie alla rinnovata capacità di rappresentare gli obiettivi più sentiti dalla gente, insieme al coraggio necessario per sapere guardare avanti.

E davanti ci sono subito le elezioni europee del prossimo anno, il cui risultato sarà certamente influenzato dalle scelte di oggi. Il reddito di cittadinanza costituisce un cambiamento epocale del welfare, che mette in disparte, le probabili stizzite reazioni della Commissione Ue e la momentanea reazione dei mercati.

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