E’ strage di alberi, dal 2016 abbattuti oltre 9mila

Sono stati tagliati perché considerati malati o pericolosi ma non sono mai stai sostituiti integralmente.

Quasi diecimila abbattimenti: 3.033 nel 2016, 3.238 nel 2017, 2.840 nel 2018 che però non è ancora finito e perciò il dato è da aggiornare. Sono gli alberi che non esistono più. Lo scrive il Corriere della Sera: “Tagliati perché considerati malati o pericolosi e, però, mai sostituiti integralmente. Così, nei giorni della ripartenza della manutenzione ordinaria del verde «orizzontale», riattivata al termine di un appalto infinito durato due anni, ecco che questi nuovi dati riaccendono l’emergenza sull’altra vegetazione, quella «verticale» appunto, al centro di una seconda gara da 5 milioni che ancora deve essere aggiudicata”.

C’è una distinzione per zone: circa mille sono spariti solo nel I Municipio, centro storico, dove si concentrano le specie protette.

Dati, quelli sugli abbattimenti, poco confortanti anche perché paragonati alle nuove piantumazioni, la campagna di «riforestazione urbana partecipata» che il Comune di Roma ha lanciato mesi fa (ieri nel quartiere Trieste i cittadini hanno comprato 21 nuovi alberi). Sui risultati, in effetti, anche gli esperti si dividono: in molti casi – il parco Bonafede a Tor Tre Teste, per esempio – l’intervento non pare duraturo. «Per compensare la strage l’assessore dice che a Roma sono stati piantati 3.000 alberi – denunciò l’associazione Green City Roma – e invece guardate cosa stanno piantando…». Fuscelli fragilissimi. Per ripiantare i 10 mila alberi sottratti a Roma servirebbe 1 milione di euro. «Con la commissione Bilancio che presiedo in Municipio – conclude la Naim – chiediamo di destinare i fondi per questo scopo».

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