17 Giugno 2021
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Ecomafie2015. Il rapporto di Legambiente

Dati allarmanti

Il bilancio presentato da Legambiente nel Rapporto Ecomania 2015 è tutt’altro che incoraggiante. Il 2014, anno di riferimento del rapporto, ha visto un aumento delle infrazioni e di crimini ambientali soprattutto nel settore dei rifiuti, del cemento e dell’agroalimentare. Sono stati accertati in un anno 29.293 reati, un numero pari a circa 80 infrazioni al giorno, quasi 4 ogni ora per un giro d’affari pari a 22 milioni di euro. Questi dati sono emersi grazie al contributo fornito a Legambiente delle forze dell’ordine. La Puglia risulta essere al primo posto della classifica degli illeciti, il Lazio la prima del centro Italia, la Liguria la prima del Nord. La Lombardia è salita di molto in graduatoria a causa degli episodi di corruzione legati ad Expo 2015. Il settore agroalimentare risulta essere il più redditizio per le organizzazioni criminali, con un fatturato pari a circa 4,3 miliardi, seguito dal racket degli animali: “reati tra bracconaggio, commercio illegale di specie protette, abigeato, allevamenti illegali, macellazioni in nero, pesca di frodo, combattimenti clandestini e maltrattamenti, con la denuncia di 7.201 persone, l’arresto di 11 e il sequestro di 2.479 tra animali vivi e morti.” Sono aumentati i reati nel ciclo dei rifiuti (+ 26%) e nel settore del cemento (+ 4,3% ).  Non mancano poi i reati compiuti ai danni di aree archeologiche, musei, biblioteche etc. e gli incendi. Dietro a tutto questo ci sono i “professionisti dell’ecomafia”: i trafficanti di rifiuti, gli imprenditori edili, i politici locali, l’uomo del supermarket o cassiere che per conto della mafia, attraverso le casse dei supermercati, ricicla ingenti quantità di denaro, il truffatore agroalimentare che etichetta e vende prodotti di scarsa qualità, scaduti o addirittura nocivi, sotto false diciture, il contrabbandiere di cuccioli e il mercante di archeomafia.

La legge n. 68 del 22 maggio 2015, ha introdotto i delitti contro l’ambiente nel Codice Penale. Speriamo che questo porti, in futuro, ad una considerevole diminuzione di illeciti contro l’ambiente.

Dati e immagini tratte dal rapporto Ecomafie 2015 di Legambiente 

C.T.

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