Un campione di 350 imprese, sei mesi di indagine, luglio-dicembre 2015 per fotografare lo stato di salute delle piccole e medie imprese del Lazio. È lo studio che la Federlazio ha presentato oggi presso la sede dell’Associazione e illustrato dallo stesso Presidente della Federlazio Silvio Rossignoli e dal Direttore Generale Luciano Mocci. All’incontro sono intervenuti, tra gli altri, l’Assessore allo Sviluppo Economico e Attività produttive della Regione Lazio Guido Fabiani e il Presidente della Cciaa Roma, Lorenzo Tagliavanti. Secondo la Federlazio i risultai dell’indagine sulle Pmi del Lazio relativa al 2° semestre 2015 rinforzano i segnali positivi già affiorati nel semestre precedente. Sul tema “crisi” dall’indagine emerge che la percentuale delle imprese che hanno dichiarato che “al momento non si intravede alcuna via di uscita” è diminuita al 31,2% dal precedente 41,5%, come è diminuita la percentuale di coloro che hanno affermato che “il peggio deve ancora venire” (dal 5,9% al 2,4%). In aumento invece la percentuale di imprese tendenzialmente più ottimiste per le quali “si incomincia ad intravedere una luce in fondo al tunnel” (dal 52,5% al 66,4%). La percentuale di imprese che ritengono di correre seri rischi di chiusura entro i prossimi sei mesi si è notevolmente ridotta (14,7% contro il 4,1% di oggi). Riguardo quali azioni le imprese intendano porre in essere al proprio interno per contrastare la crisi, al primo posto le imprese anche questo semestre hanno indicato il “taglio dei costi di gestione”, con una percentuale che aumenta dal 24,6% al 26,6%. Stesso andamento per la “creazione di nuovi prodotti e servizi” (dal 19,0% al 21,8%). Stabile il “miglioramento della qualità del prodotto/servizio” (da 18,5% a 18,3%), mentre diminuisce l’importanza attribuita alle attività “rivolte sui mercati oltre confine” (da 12,1% a 8,3%). In flessione anche la percentuale di imprese che ha indicato la “riduzione del personale”(da 7,8% a 6,0%). Riguardo le previsioni sull’occupazione per il I semestre 2016, il saldo atteso perde 5 punti e diventa negativo, passando da +3 a -2. Aumenta invece la percentuale di imprese che ha manifestato l’intenzione di fare investimenti nella prima parte del 2016, ora pari al 37,9% rispetto al precedente 33,9%.”A proposito di spending review, al momento non possiamo considerare positivamente le attuali proposte di riordino delle camere di commercio che potrebbe tradursi in una drastica riduzione delle funzioni per questi Enti”. Così il presidente della Federlazio Silvio Rossignoli durante la presentazione dell’indagine congiunturale sulle piccole e medie imprese. “Il sistema camerale può sicuramente aver bisogno di una messa a punto – aggiunge – ma con un briciolo di ragionevolezza e di buon senso e non certo a colpi di machete. Non possiamo dimenticare le importanti funzioni che le Camere di Commercio hanno sempre svolto nel favorire il processo di internazionalizzazione delle imprese, nella formazione o nel ridurre i costi dell’accesso al credito, grazie al sostegno ai Confidi”. “Piuttosto che impegnarsi in un’opera di ‘nazionalizzazione’ di questi Enti – aggiunge – riteniamo sarebbe invece più opportuno scavare nelle pieghe della P.A. e rimuovere quelle sacche di inefficienza che ancora permangono numerose, senza peraltro assolvere nessuna utile funzione nei confronti del mondo produttivo” ha concluso Rossignoli.
Federlazio: fiducia nel superamento della crisi
Rossignoli: favorire l'internazionalizzazione delle imprese