Funerali Casamonica, Fantino (VII M.): provocazione intollerabile

A Radiocolonna la Presidente del VII Municipio sui funerali a Don Bosco

Tanto stupore, amarezza e una convinzione: quella dei Casamonica – al di là dello sfarzo kitsch – era una provocazione verso l’amministrazione comunale. Il teatro delle esequie che hanno fatto il giro del mondo è Don Bosco, quartiere popolare del Tuscolano, cuore di quel nuovo VII Municipio di Roma che arriva da Ciampino sino ai piedi del Colosseo. A Radiocolonna la Presidente Susi Fantino non nasconde l’amarezza per un episodio che ha provocato sdegno a livello intenazionale. “La prima reazione è stata un grande stupore – ha confidato la Presidente – che ben presto s’è trasformata in una certezza: i Casamonica hanno mandato un messaggio all’amministrazione e allo Stato”. Una prova di forza beffarda organizzata in sordina per poi deflagrare tra polemiche, indignazioni e un rimpallo di responsabilità che – forse – non vedrà colpevoli. La Fantino respinge con forza le accuse che il suo Municipio VII abbia “subito” l’evento senza intervenire o comunicare la vicenda alla sfera comunale o prefettizia. “Non c’è stata nessuna comunicazione da parte della parrocchia e nessuno ha comunicato ai vigili l’entità e  le caratteristiche dell’evento. Purtroppo – ha aggiunto la Fantino – sui riti privati, di qualunque credo, spesso non abbiamo informazioni e notizie”.  Il gruppo di SEL a Montecitorio farà un’interrogazione al Ministro degli Interni Alfano su come sia stata possibile “un’apologia alla malavita” così spettacolare e provocatoria. Un’iniziativa che Susi Fantino (anche lei di SEL) appoggia in pieno, “perché quello che è avvenuto dopo l’abbiamo visto tutti. Resta da capire l’antefatto, le autorizzazioni (per l’elicottero, ad esempio ndr) e chi aveva il dovere di evitare lo scempio”. “Disgust in Rome at mafia don’s glamour funeral complete with Godfather music” è il titolo impietoso del quotidiano britannico The Guardian, uno dei tanti colpi mediatici che negli ultimi anni Roma ha subito a livello internazionale. Titoli a parte, resta l’amarezza per una zona profanata da un spettacolo macabro e per una città in cui – parafrasando un tweet dell’ex sindaco Alemanno – si parla continuamente di Mafia ma ci fa passare tra le gambe un funerale del genere. (gds)

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