Giunta, Colomban non sarà vicesindaco

L’assessore alle partecipate si è detto “non disponibile”. Prende corpo l’ipotesi di Andrea Mazzillo

Un nuovo colpo di scena in queste giornate estremamente turbolente per la giunta guidata da Virginia Raggi: Massimo Colomban, già assessore alle partecipate e vicesindaco in pectore, si sfila, dichiarandosi non disponibile a ricoprire il ruolo che è stato, fino a sabato, di Daniele Frongia. Ci sono due modi di leggere questa ennesima vicenda che coinvolge la sindaca pentastellata. C’è chi pensa che Colomban, già oberato da incarichi pressanti come la soluzione delle grane connesse alle partecipate, abbia preferito fare un lavoro solo, ma bene, piuttosto che raddoppiare.

C’è chi invece è convinto che questa mossa sia in realtà un colpo di coda di Virginia Raggi. Che ha accettato i diktat del direttorio Cinque Stelle, rimuovendo Frongia (solo dal ruolo di vicesindaco) e Romeo, ma non accettando che il suo vice potesse essere imposto da altri. Per questo, la sindaca avrebbe puntato gli occhi su Andrea Mazzillo, assessore al bilancio che – a differenza di Colomban – sarebbe tra i più fedeli adepti della Raggi.

Si profila quindi un altro scontro a Palazzo Senatorio. Da una parte Paola Taverna e Marcello De Vito, tra le figure più critiche verso le scelte della sindaca, che avrebbero preteso l’addio a Frongia e Romeo e un maggiore peso specifico nella giunta; dall’altro lei, la sindaca romana che continua ad andare dritta per la sua strada anche se rischia seriamente di “farsi male”. Se, infatti, non dovessero essere rispettate le richieste di Grillo relativamente alla composizione della giunta, l’addio al simbolo e all’appoggio dei consiglieri non sarebbe più fantascientifico.

Intanto, continua a tenere banco la cronaca giudiziaria: da più parti continua a sentirsi il “pettegolezzo” che il prossimo nome coinvolto dagli scandali sarebbe proprio quello di Virginia Raggi. Che ostenta tranquillità, sostenendo di non sentirsi commissariata e di non percepire alcun tentennamento del Movimento 5 Stelle, ma che dall’altra è costretta a rispondere con un laconico “vedremo” quando le si chiede che cosa succederebbe se le dovesse essere recapitato un avviso di garanzia.

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