Governo Conte: in arrivo più soldi e poteri per Roma

Oltre al patto per Roma, la sindaca Raggi punta sul maggiore impegno dei parlamentari pentastellati per l’attuazione dei decreti sulla città metropolitana, in attesa dal 2010.

L’unico a cercare di fare politica per Roma Capitale è stato il ministro dimissionario dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, con l’iniziativa del ‘’Tavolo’’ che ha messo il governo e l’amministrazione capitolina di fronte alle forze economiche e sociali.
Si era giunti alla cosiddetta ‘’lista della spesa’’ degli interventi da fare e da favorire.

Ma poi, la fine anticipata della legislatura ha lasciato ogni cosa sospesa, senza che nessuno si prendesse la briga di raccogliere il ‘’testimone’’ di Calenda. Tanto meno la sindaca Virginia Raggi, rimasta sempre molto fredda con ‘’Tavolo’’, ma che sembra
ora decisa con il nuovo governo M5S-Lega, guidato da Giuseppe Conte, ad alzare l’attenzione della politica.

Suscita molte speranze il ‘’contratto’’ fra Lega e M5S, dove compare il paragrafo nel quale ci si propone di dare al più presto attraverso il varo di una cinquantina di decreti all’attuazione della legge sulla città metropolitana, firmata dall’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ma rimasta lettera morta per molti anni.

Mentre le altre Capitali europee, con Parigi, Londra e Berlino in prima fila, si dotavano di organizzazioni istituzionali e finanziarie all’altezza della super crescita a cui erano destinate.

Il patto per Roma, sempre secondo il ‘’contratto’’ dovrebbe garantire alla città due miliardi per tre anni. Ma la giunta Raggi questa volta punta più in alto. Ossia alla possibilità ai parlamentari cinquestelle di spingere all’attuazione della legge, in attesa dal 2010, che darà i poteri di città metropolitana a Roma, trasformandola in una sorta di semi-regione, consentendole ad esempio di accedere al fondo nazionale dei trasporti, senza passare dalla Regione.

Perciò si è tenuta un’apposita riunione della sindaca Raggi con una delegazione di parlamentari del suo partito nella quale sì è deciso di accelerare su questo fronte, attraverso una lobby più aggressiva dei pentastellati, perché Roma ha ora il ruolo di Capitale solo sulla carta e non ha poteri specifici come avviene all’estero. Finora Roma non ha avuto un governo amico. Ha sottolineato più volte la sindaca. Con il governo giallo-verde e soprattutto Di Maio, vicepresidente a Palazzo Chigi, la Capitale e tutti i cittadini dovrebbero finalmente trarne beneficio.

Nel frattempo all’emergenza cittadina fatta di buche, rifiuti, trasporti e commercio selvaggio, si aggiunge la manifestazione di protesta il 6 giugno p.v. di Cgil,Cisl e Uil, in rappresentanza di una parte di 47 mila dipendenti del Comune e delle partecipate, sul declino della città e la mancanza di progetti.

Tuttavia andrebbe più spesso ricordato, anche dai sindacati nel corso della prossima manifestazione, che il deprecato immobilismo verso la soluzione dei problemi dipende non solo dalle capacità dell’Amministrazione, ma soprattutto dalle disponibilità economiche sulle quali può contare Roma Capitale, oggi vistosamente inadeguate alla sua estensione e popolazione, arrivate a valere circa due terzi
dell’intero Lazio, e che solo il governo e il Parlamento possono incrementare.

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