Cala il numero di contagi di HIV su scala nazionale ma aumentano di poco nella Regione Lazio. Alla vigilia della Giornata Mondiale Contro l’AIDS, sono dati con luci ed ombre quelli forniti dall’ Istituto Superiore di Sanità sulle infezioni da Hiv nel nostro Paese riferite all’anno passato. Oltre 3400 casi che collocano il nostro Paese al 13° posto tra gli Stati dell’Unione Europea, un calo generalizzato sia tra soggetti di sesso maschile che femminile con una diminuzione che però è più bassa tra i giovani al di sotto di 25 anni. Tra i dati più interessanti troviamo quello delle infezioni dei cittadini stranieri che rappresentano oltre 1/3 dei soggetti che hanno contratto il virus attestandosi al 35%. Fra questi il 65,5% dei casi è costituito da eterosessuali (femmine 34,9%, maschi 30.6%) e in generale negli ultimi anni si osserva un aumento diffuso di contagiati tra la popolazione straniera. Radiocolonna ha studiato il rapporto e ha trovato dati significativi che riguardano la Regione Lazio. Dal 2010 nel Lazio sono stati registrati nel 4348 basi di Hiv, secondo solo alla Lombardia. Rispetto al calo costante che c’è stato dal 2010 al 2015, dallo scorso anno il numero è tornato a crescere seppur di poco:
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Dato in controtendenza in Lombardia, che conserva saldamente il primo posto ma registra un calo netto rispetto al 2015: 844 infezioni nel 2015, 691 nel 2016.
Nel 2016 il 44% dei contagi nel Lazio ha riguardato i cosiddetti MSM, ovvero persone di sesso maschile che fanno sesso con un altro uomo, il 35% maschi eterosessuali e il 19% donne eterosessuali. Il Lazio è il linea con il dato nazionale per quanto riguarda i contagiati stranieri, con un numero che rappresenta il 37% del totale.
Dal 1981 l’AIDS in Italia ha visto 69mila casi e ben 44mila morti, una carneficina figlia di una conoscenza non adeguata del problema e di una sottovalutazione dei rischi, spiega il direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità, Gianni Rezza. Decisive in questa lotta le campagne di sensibilizzazione che riescono a raggiungere con incisività tutte le categorie a rischio, da giovani ai cittadini stranieri.