I migranti della Diciotti andranno a Rocca di Papa

L’annuncio direttamente dal Papa. Esclusa l’accoglienza a Roma: strutture già sovraccariche

La nave Diciotti
La nave Diciotti

Non arriveranno a Roma i migranti della nave Diciotti. Nella Capitale ci sono infatti già circa 7 mila senzatetto, le strutture per gli immigrati sono già al collasso, e la Caritas della Capitale ha in passato accusato il Campidoglio di non avere un piano per accoglienza. I migranti dunque andranno a Mondo Migliore, una comunità a Rocca di Papa, che ha fatto dell’accoglienza una sua costante. Quello sarà un primo approdo, poi i migranti saranno redistribuiti nelle diocesi che hanno fatto richiesta.

La generosità appunto di alcune diocesi è stata una sorpresa anche per la Cei, che si è trovata a gestire la situazione dopo il no del ministero dell’Interno all’accoglienza.

 “Nel dare la nostra disponibilità non abbiamo fatto calcoli di convenienza e non vogliamo farne ora che il buon incontro c’è stato. Non solo non calcoliamo, ma ringraziamo le istituzioni che ci sono venute incontro. Comprendiamo la complessità della situazione e apprezziamo che sia stato possibile semplificarla a fin di bene”, ha affermato il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, commenta l’accordo per accogliere in strutture della Chiesa un centinaio di migranti  della Diciotti. Il cardinale non rivela dettagli sull’iniziativa, ma spiega che “c’è stato un desiderio comune e la comune avvertenza dell’urgenza di sgombrare la nave”.

Rocca di Papa rientra nella diocesi di Albano, guidata da mons. Semeraro, un fedelissimo del Papa, che ha avuto un ruolo fondamentale in questa vicenda nel trovare una struttura talmente grande e organizzata per ospitare un numero così grande di migranti. A Rocca di Papa, a Mondo Migliore, i migranti impareranno la lingua, un lavoro, per avviare un percorso di vera integrazione. 

D’altronde, lo stesso Papa Francesco ha detto che “ un popolo che può ricevere ma non ha la possibilità di integrare, meglio che non riceva. E credo che questo sia il midollo oggi del dialogo nell’Unione Europea, si deve continuare a parlare, le soluzioni si trovano”.

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