Il 9 febbraio studenti e sindacati in piazza contro la legge bilancio

Manifestazione Cgil, Cisl, Uil. Giovani,giocano col nostro futuro

Si preannuncia “calda” la giornata di sabato prossimo, 9 febbraio, per la scuola: CGIL, CISL e UIL manifesteranno unitariamente contro la legge di bilancio 2019 “che lascia irrisolte molte criticità, non propone soluzioni incisive per il mondo del lavoro, non parla ai giovani”, accusano i tre segretari del comparto Scuola Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi e Pino Turi. Sabato in piazza ci saranno anche gli studenti. “Stanno giocando con il nostro futuro: dietro la propaganda, dietro i tweet trionfanti e le dichiarazioni ai media si cela un’Italia in recessione, sul baratro delle disuguaglianze e della precarietà”, lamentano l’Unione degli Universitari e la Rete degli studenti. A preoccupare i sindacati sono anche i vuoti di organico che si creeranno con Quota 100 nel mondo della scuola.

“L’attuale sistema di reclutamento, più volte rimaneggiato negli ultimi anni – spiega Sinopoli – ha prodotto forti disfunzioni e manifestato scarsa efficacia, tanto che a settembre 2018 l’anno scolastico è partito con 32.217 cattedre non assegnate ai ruoli, e con altri 56.564 posti liberi da assegnare a supplenza tra deroghe sul sostegno e organico di fatto. A settembre 2019 se ne aggiungeranno oltre 40.000 che si libereranno per effetto di ‘Quota100’, consegnando l’avvio del prossimo anno scolastico ad un’ulteriore situazione di caos e di mancanza di insegnanti che avrà ripercussioni sulla continuità didattica. Senza contare l’aggravio di lavoro per le segreterie scolastiche”.

Di qui la proposta della Flc Cgil di dare vita ad una fase transitoria, istituendo una graduatoria per titoli che ricomprenda, in ordine, il personale già abilitato presente nelle seconde fasce d’istituto (dai docenti della scuola secondaria ai diplomati magistrali ai laureati in Scienze della formazione primaria) e, a seguire, coloro che sono presenti nelle terze fasce d’istituto della scuola secondaria e hanno maturato 3 anni di servizio. I docenti collocati in posizione utile per la nomina sarebbero assegnati ad una scuola con incarico al 31 agosto e, contemporaneamente, seguirebbero un corso/concorso per l’abilitazione in servizio.

Dopo la valutazione positiva del percorso svolto, il contratto sarà trasformato a tempo indeterminato. Il percorso formativo, svolto in collaborazione tra scuola e università, dovrebbero essere a carico dello stato. La fase a regime prevede concorsi con cadenza annuale, sulla base dei fabbisogni delle diverse regioni. La Cisl chiede invece al ministro di istruire quanto prima i concorsi. Turi (Uil) è per un un percorso accelerato per i precari che hanno maturato almeno 36 mesi di servizio, “consentendo un loro reclutamento rapido”. Il 15 febbraio invece è l’Usb, l’Unione sindacale di base ad annunciare una manifestazione contro l’autonomia nella scuola.

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