Il Papa chiede di interessarsi degli altri: “Dopo il Covid più solidali”

Francesco all’Angelus dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione della 54ma Giornata Mondiale della pace. Il pontefice ha saltato il Te Deum di ieri e la messa di stamattina per una sciatalgia

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Il Papa, foto d’archivio

“I dolorosi eventi che hanno segnato il cammino dell’umanità nell’anno trascorso, specialmente la pandemia, ci insegnano quanto sia necessario interessarsi dei problemi degli altri e condividere le loro preoccupazioni”.  Lo ha detto Papa Francesco nell’Angelus dalla Biblioteca del Palazzo Apostolico Vaticano, in occasione della 54ma Giornata Mondiale della pace. Una sciatalgia ha fermato il pontefice nelle celebrazioni religiose di ieri sera e di questa mattina.

“Questo atteggiamento rappresenta la strada che conduce alla pace, perché favorisce la costruzione di una società fondata su rapporti di fratellanza – dice il Papa – Ciascuno di noi, uomini e donne di questo tempo, è chiamato a realizzare la pace ogni giorno e in ogni ambiente di vita, tendendo la mano al fratello che ha bisogno di una parola di conforto, di un gesto di tenerezza, di un aiuto solidale”.

Il pensiero di Francesco è andato in particolare modo allo Yemen, per il quale ha espresso “dolore e preoccupazione per l’ulteriore inasprimento delle violenze che sta causando numerose vittime innocenti e prego affinche’ ci si adoperi a trovare soluzioni che permettano il ritorno della pace per quelle martoriate popolazioni”. 

Ed ancora: “A tutti voi collegati attraverso i media rivolgo i miei auguri di pace e serenita’ per il nuovo anno. Ringrazio il presidente della Repubblica italiana, onorevole Sergio Mattarella, per il pensiero augurale che mi ha indirizzato ieri sera nel suo messaggio di fine anno, e lo ricambio di cuore“.

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