“Soltanto in 3 edifici occupati a Roma vivono più di 2.000 rifugiati provenienti in particolare dall’Eritrea. Molti altri sono distribuiti in decine di occupazioni che coinvolgono anche italiani. L’accesso ai servizi sanitari è limitato dalle norme restrittive sulla residenza anagrafica”. Questo è quanto si legge nel rapporto “Fuori campo” sull’accoglienza in Italia presentato questa mattina da Medici Senza Frontiere.
I tre edifici in questione sono quelli di “via Cavaglieri (“Palazzo Selam”), via Collatina e via Curtatone con una popolazione composta quasi esclusivamente da rifugiati di nazionalità eritrea. Il numero degli occupanti, stimabile in almeno 2.000 persone inclusi donne e minori, è soggetto a forti oscillazioni dovute soprattutto alla presenza negli ultimi due anni di migranti in transito verso il Nord Europa”.
”Nel corso della ricerca – si legge ancora nel dossier – sono stati monitorati anche insediamenti con una popolazione mista, composta da cittadini stranieri e italiani.
Nell’area di Roma, MSF ha visitato le strutture occupate di via Prenestina (il “Metropoliz” – ex fabbrica Fiorucci e l'”Hotel 4 stelle”), viale delle Province e via Tiburtina, nonché l’occupazione dell’ex Colonia Vittorio Emanuele III, sul lungomare di Ostia. Limitatamente a queste occupazioni, la presenza complessiva di rifugiati può essere stimata in oltre cento persone provenienti in prevalenza da Corno d’Africa e Sudan”.
Altro dato che emerge dallo studio di Medici Senza Frontiere sulla città di Roma è che “soltanto il Centro Astalli ha rilasciato nel 2014 6.095 dichiarazioni di ospitalità e dunque domiciliazioni (erano state poco più di 2.500 nel 2010): indicatore questo dell’elevatissimo numero di migranti – tra i quali molti rifugiati – che vivono a Roma in condizioni di precarietà sociale. Un accordo tra i municipi dell’area metropolitana perché l’iscrizione anagrafica fosse assegnata in quello più vicino al luogo di effettiva dimora in modo da facilitare l’accesso ai servizi sanitari territoriali, non è mai stato finalizzato”.