“L’Età dell’Angoscia” ai Musei Capitolini

Mostra sulla crisi dell’impero romano

È la crisi dell’impero romano al centro della mostra L’Età dell’Angoscia in esposizione da oggi fino al 4 ottobre presso i Musei Capitolini. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è una grande esposizione di arte antica romana che ripercorre i secoli più critici della storia di Roma. L’Età dell’Angoscia racconta gli anni 180 – 305 d.C., ovvero il periodo che intercorse tra l’impero di Commodo e quello di Diocleziano. Un’età che gli storici del tempo definirono “il passaggio dall’impero d’oro (quello di Marco Aurelio) a uno di ferro arrugginito”, in cui il collasso dei sistemi di riferimento sociali ed economici creò diffuso senso di angoscia. Un’epoca problematica, in qualche modo paragonabile a quella che viviamo oggi. Il percorso espositivo, che coinvolge prestigiosi musei internazionali, propone un susseguirsi di immagini che testimoniano proprio lo sgretolarsi dei valori civili, morali, e politici. Si tratta di circa 200 opere, di straordinario livello: statue in marmo e bronzo, a grandezza naturale, in alcuni casi di misura colossale, busti e ritratti, rilievi in marmo, sarcofagi e urne, mosaici pavimentali e decorazioni pittoriche parietali e ancora preziosi argenti da mensa, elementi architettonici e altari. Il tutto si divide in 7 diverse sezioni tematiche. La prima, I protagonisti, con circa 92 opere, presenta  ritratti, statue e busti degli imperatori regnanti, delle loro mogli e dei cittadini più abbienti dell’epoca. La seconda sezione, L’esercito, presenta, con oltre 20 opere, l’apparato militare come uno dei grandi protagonisti della nuova epoca, capace di un enorme potere. La terza sezione, dedicata a La città di Roma, con 14 opere, racconta i grandi cambiamenti che nel III secolo segnano profondamente l’Urbe nella sua identità. La quarta sezione, La religione, attraverso 52 opere, evoca un fenomeno di grande portata, l’arrivo in città dei culti orientali. La quinta sezione, Le ricche dimore private e i loro arredi, con circa 30 opere, offre uno sguardo sugli spazi privati, sui gusti e gli arredi domestici di alcune delle più ricche domus dell’epoca. La sesta sezione, Vivere (e morire) nell’impero, circa 7 opere, racconta i cittadini romani al di fuori della Capitale. La settima e ultima sezione, I costumi funerari, è composta di 24 opere: sarcofagi, rilievi e pitture. La mostra, quarto appuntamento del ciclo espositivo quinquennale “I Giorni di Roma”, è promossa da Roma Capitale (Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali) e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo. Organizzano Zètema Progetto Cultura e MondoMostre. A cura di Eugenio La Rocca, Claudio Parisi Presicce e Annalisa Lo Monaco. (gc)

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