L’increscioso titolo di Libero contro la Raggi

Il quotidiano milanese utilizza un doppio senso volgare per provare a raccontare la vita privata della sindaca di Roma

Se sul piano pubblico si possono imputare colpe, responsabilità ed errori a Virginia Raggi, non si dovrebbe consentire di fare lo stesso anche nella sfera più privata della sindaca. Le dichiarazioni di Berdini in cui dichiara che Raggi e Romeo sono amanti, o lo sono stati, non aggiunge nulla al dibattito politico sulla Giunta a Cinque Stelle. Anzi, semmai sposta l’obiettivo da dossier complicati come lo stadio, i rifiuti o i trasporti verso questioni “rosa” che sono del tutto fuori luogo.

Oggi Libero, quotidiano vicino al centro-destra, sceglie di titolare sulla Raggi e sulle questioni che la riguardano da vicino. Ma, nel farlo, sposta il focus dalle vicende comunali a quelle private. E il titolo “patata bollente”, lo diciamo senza giri di parole, è di bassissima lega. Intanto, perché il gioco di parole volgare è del tutto fuori luogo. Poi, perché se la Raggi fosse stata un uomo difficilmente si sarebbero lette parole come queste.

La verità è che la sindaca on merita un attacco del genere e la solidarietà, bipartisan, che le sta arrivando dimostra come questi toni, seppur in un momento difficile per la Capitale, siano totalmente fuori luogo. Se l’esperienza della Raggi dovesse concludersi oggi, chi si sentirebbe di imputarle qualcosa in merito alla sua vita privata? Nessuno. Tutti si concentrerebbero su eventuali errori nella gestione della cosa pubblica.

Il giornalismo italiano, già di per sé lontano anni luce da quello anglosassone e dalla sua funzione di “watch dog” (cane da guardia), ha subito un altro duro colpo alla sua credibilità. Prendersela con un personaggio pubblico per presunte – lo ribadiamo – vicende private è quanto di più meschino ci possa essere. E il paragone con Silvio Berlusconi non regge, anche perché su quelle “cene eleganti” ci furono fior di processi, mentre sulla Raggi non vi sarebbe alcun rilievo penale anche nel caso in cui la relazione con Salvatore Romeo dovesse rivelarsi veritiera. Un titolo, quello di Libero, che merita una sola parola: penoso.

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