Metro: pochi treni per 'sciopero bianco', inferno per i romani

Disagi sulle linee A e B

Ancora disagi sulle linee Metro A e B di Roma. a provocarli, rende noto su Twitter l’Atac, il fatto che “sta circolando un numero di treni ridotto rispetto al programmato”. Il risultato, come segnalato da numerosi utenti, sono banchine e treni stracolmi, alcuni dei quali, come accaduto nella metro A San Giovanni, non si sono fermati in stazione. Secondo quanto si è appreso, sarebbe in corso una sorta di “sciopero bianco” da parte di alcuni macchinisti e addetti di linea, che da tempo si oppongono all’operazione avviata dall’azienda per aumentare l’efficienza del servizio portando le ore di lavoro dalle attuali 700 annue a 950, introducendo anche l’obbligo di strisciare i badge all’inizio e alla fine del turno. Già venerdì scorso le due linee metro, così come la Roma-Lido, avevano subito simili disagi costringendo Atac ad attivare “un attento monitoraggio per valutare se siano in corso fenomeni correlati ad iniziative individuali come già rilevato nella giornata di mercoledì 1 luglio, dovuti all’applicazione anche al personale operativo del sistema automatico di rilevazione delle presenze, peraltro già in uso per il restante personale dell´azienda”.
“Nel caso gli approfondimenti confermino tale ipotesi – aveva specificato Atac in una nota – l’azienda è pronta a procedere denunciando i responsabili per interruzione di pubblico servizio”. “Se la notizia di uno sciopero bianco messo in atto dai macchinisti della metro A e B, comportando ritardi dei treni e quindi disservizi per i passeggeri-utenti, è confermata, riteniamo che questo sia un atteggiamento sbagliato – ha commentato Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio – Esiste una normativa da rispettare, la 146, che consente l’organizzazione di uno sciopero se ci sono argomenti di merito. Il Comune di Roma e l’azienda Atac non possono pensare di modificare l’assetto del servizio e l’organizzazione del lavoro, senza aprire una fase di contrattazione con le organizzazioni sindacali in cui rimettere al centro il tema della quantità e della qualità del servizio pubblico offerto ai cittadini, oltre al tema dei diritti e dei doveri dei lavoratori”.  (gc) 

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