Natale a tavola con poca spesa e solo prodotti italiani

Per il Centro agroalimentare di Roma bastano 50 euro per quattro persone. Cia e Confcooperative: ridimensionato il carrello dei prodotti più acquistati

Mantenere la tradizione in cucina spendendo poco piu’ di 10 euro a persona. E’ l’obiettivo della ‘Borsa della spesa’, vademecum creato dal Car, Centro agroalimentare Roma, per aiutare i cittadini a salvaguardare il portafoglio senza rinunciare ai prodotti delle feste, tutti rigorosamente italiani. Un Natale quindi di austerità.

“Abbiamo stimato che un romano con circa 50 euro possa soddisfare appetito e tradizione per 4 persone, portando in tavola dall’antipasto alla frutta sia per il cenone della Vigilia che per il pranzo di Natale”, afferma il direttore generale del Car, Fabio Massimo Pallottini, “anche perche’ quest’anno i prezzi sono piu’ contenuti rispetto al Natale scorso e per diversi motivi si registra maggiore disponibilita’ e varieta’”. 

Per quanto riguarda la frutta via libera a clementine e arance di piccolo calibro, succose e di ottimo gusto che si trovano a prezzi piu’ bassi rispetto a quelle di pezzatura medio grande; bene anche fichi e frutta secca nazionale. Passando agli ortaggi, il primo posto lo guadagnano i carciofi violetto o romanesco, molti e buoni. Anche le insalate possono essere tra le protagoniste delle tavole romane: lattughe tutte, indivie, riccia e scarola che viene consumata sia cotta che cruda, come anche il broccolo romanesco. 

Per quanto riguarda il pesce, la ‘Borsa della spesa’ quest’anno puo’ contenere anche specie di pregio, a causa del numero ridotto dei commensali. Nel paniere oltre ad acciughe, arzilla e altre specie per la preparazione di zuppe e fritture, ci sono anche scampi e gamberoni (per 4 persone mezzo kg sono sufficienti), come anche totani e seppie. Non mancano i molluschi bivalvi, dove 1 kg e’ ampiamente sufficienti per 4 commensali.

E su come e cosa mangiare in questi giorni interviene anche la Cia, la confederazione italiana agricoltori. Nel carrello, ridimensionata la spesa alimentare media, che perde meno degli altri comparti, scendendo del 5% e portandosi a 4,6 miliardi di euro tra la Vigilia e Capodanno. E’ l’anno del menù tipico regionale, scelto in 2 case su 3, con il classico cenone del 24 a base di pesce per circa 15 milioni di famiglie.

Confcooperative aggiunge che gli italiani spenderanno 2,1 miliardi per il cenone di Natale, vale a dire 600 milioni in meno dell’anno scorso, per una contrazione della spesa alimentare pari al 20% con punte del 30%. Le tredicesime, pari a 41 miliardi, calano di 2,3 miliardi rispetto allo scorso anno come contraccolpo del Covid, sia a causa della perdita di occupazione sia per l’impatto della Cig sui redditi.

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