Nel Tridente si circola e non

Regia di Ignazio Marino

Fra trent’anni romani e turisti apprezzeranno l’isola pedonale del ‘’Tridente’’ , limitatissima alle auto e a moto e motorini, con piazza di Spagna però completamente chiusa, come già avviene nel ‘’cuore’’ dei centri storici di molte capitali europee. Questa profezia del Sindaco non basta però ad assolvere il Sindaco Ignazio Marino dai disagi arrecati indistintamente a tutti. Residenti, commercianti, turisti stravolti dell’improvvisazione che ha caratterizzato tutte le fasi del progetto. Fino alle disposizioni finali relative a chi può e non può passare, definite in corso d’opera. Una progressiva escalation ha caratterizzato le chiusure degli accessi a numerose vie, presidiate da pattuglie di vigili. Spesso l’interpretazione discordante della polizia municipale delle farraginose disposizioni crea lunghe discussioni con gli automobilisti. E ora che il perimetro è stato definito da una delibera della giunta insieme alla dettagliata lista di chi può accedere ( residenti, domiciliati, taxi , auto a noleggio con conducente, automezzi elettrici o adibiti ai vari servizi ) l’ufficio mobilità non è stato ancora dotato della possibilità di fornire subito i contrassegni adeguati: ‘’ A1’’ che andranno a sostituire la generica ‘’A’’ , di cui era finora disponeva chi abitava entro l’area del centro storico. Non solo, ma fino al fatidico 7 gennaio, quando saranno in funzione i nuovi varchi, gli ingressi continueranno ad essere presidiati dai vigili e dalle loro opinioni. Un contributo alla chiarezza, ma sempre nello stile dell’ ‘’happening’’ , e in piena sintonia col famoso film comico ‘’hellzapoppin’’ ( ossia destabilizzazione dell’ordine costituito) è stato letteralmente buttato lì, nel centro di piazza di Spagna, un precario gazebo bianco, che sembra pronto a volar via al primo soffio di vento. Due smarrite hostess lo presidiano dietro a un tavolino sommerso dai depliant che spiegano il nuovo schema di circolazione e di sosta della ‘’prima’’ isola ambientale del centro storico, per la regia del Premio Oscar Ignazio Marino.   (c.s.)

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