Pd: corsa a tre, per Zingaretti più difficile

Renzi a bordo pista, ma non è un semplice spettatore

Con la candidatura di Maurizio Martina, la corsa per la segreteria del Pd si allarga e rende sempre piu’ probabile che dai gazebo delle primarie nessuno uscira’ vincitore perche’ non sara’ raggiunta la quota del 50%+1 fissata dai regolamenti del Partito Democratico per designare il nuovo leader. La parola quindi passera’ all’assemblea e qui giocheranno un grosso ruolo le possibili alleanze.

Ma vediamo con calma la situazione. Ai nastri di partenza troviamo Nicola Zingaretti, Marco Minniti, Maurizio Martina, Francesco Boccia, Dario Corallo e Cesare Damiano. L’ordine di presentazione non e’ casuale, ma stilato in base agli ultimi sondaggi che danno il “governatore” del Lazio nettamente in testa con oltre il 38% dei consensi seguito dall’ex ministro dell’Interno dato vicino al 24 per cento mentre l’ex reggente del partito si attesterebbe vicino al 18% (questo prima che Matteo Richetti, che era quotato intorno al 5%, si ritirasse dalla contesa e si dichiarasse pro-Martina). Gli altri tre candidati seguono a larga distanza.

Difficile ipotizzare, in base a queste percentuali, che ai gazebo si possa registrare un boom di consensi che permetta ad uno dei tre sopra quota 20 di raggiungere il fatidico 50%+1. Quindi la scelta e la nomina del nuovo segretario dopo l’era renziana sara’ fatta in sede assembleare e, qui, come detto, saranno le alleanze a far pendere la bilancia per l’uno o l’altro. Ed e’ qui che entra in scena proprio Matteo Renzi. Il “senatore di Scandicci”, come ama ormai definirsi l’ex leader del Pd, “non gradisce – ci ha detto un esponente democratico – una segreteria Zingaretti, che per lui sarebbe un ritorno alla ‘Ditta’ di bersaniana memoria ed uno spostamento su posizioni di sinistra-sinistra del partito”. Da qui l’appoggio, sotto traccia, a Minniti, ma, per evitare che uno scontro a due potesse favorire la corsa del presidente della Regione Lazio, sempre da bordo pista, ha caldeggiato la candidatura di Martina e non e’ un caso che a fianco dell’ex reggente del partito si siano schierati, oltre il renziano Richetti, anche Graziano Del Rio, l’ex ministro alle Infrastrutture che e’ stato uno stretto collaboratore di Renzi nel governo.

Facile quindi ipotizzare che in sede assembleare si creera’ il ticket Minniti-Martina con un ruolo importante per Richetti. E Zingaretti? Per sfuggire alla morsa nei giorni scorsi e’ stata avanzata l’ipotesi di eliminare la quota del 50%+1 e di eleggere segretario chi uscira’ vincitore dai gazebo. Per ora l’ipotesi e’ rimasta tale e tale sembra destinata a rimanere. Ai concorrenti di Zingaretti – ed a Renzi – non conviene.

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