Penalisti romani in sciopero per la riforma penitenziaria

Due giorni di mobilitazione nazionale per chiedere l’approvazione della riforma sull’ordinamento penitenziario

Secondo giorno di mobilitazione nazionale per i penalisti italiani che hanno deciso di incrociare le braccia per l’impasse che s’è creata attorno alla riforma dell’ordinamento penitenziario. La riforma – frutto di anni di lavoro che hanno coinvolto giuristi e associazioni legate al mondo penitenziario – ha tra i suoi obiettivi un ricorso maggiore a misure alternative alla detenzione e un reinserimento vero dei detenuti nella società.

Ma l’iter, a un passo dall’approvazione, è stato bloccato dal rifiuto della Commissione Speciale nominata dopo le elezioni di affrontare la materia, delegandola alla futura Commissione Giustizia. Per questo ritardo – e per sollecitare una rapida approvazione – l’Unione delle Camere Penali italiane ha deciso 48 ore di sciopero. Con effetti su tante udienze che hanno subito un rinvio.

Le ragioni dei penalisti italiani sono state ribadite stamattina in un convegno organizzato al Residence Ripetta che ha visto la presenza – tra gli altri – del Presidente Emerito della Corte Costituzionale Giovanni Maria Flick, del Garante Nazionale dei Detenuti Mauro Palma e della radicale Rita Bernardini.

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