#perROMA, minisindaci in campo: per i cittadini,oltre la politica

Presentazione evento del 23 al Brancaccio per parlare di politica e Roma

Un evento per ribadire l’importanza dei territori nel riscatto civico (e politico) di Roma.

È stato presentato questa mattina nella Casa della Città a Garbatella il grande evento che tra due settimane porterà centinaia di cittadini e amministratori locali al teatro Brancaccio di Roma. Al centro del dibattito uno dei temi più sentiti ed enigmatici del momento storico capitolino: come risollevare Roma grazie a un ritorno della politica che – dopo la parentesi commissariale – riparta dai piccoli amministratori, dai municipi, dai suoi cittadini. “Noi siamo quelli che stiamo 24h al giorno al fianco dei cittadini – ha raccontato ai cronisti Sabrina Alfonsi, presidente del Municipio I – adesso arriviamo alle elezioni con una governance non all’altezza che non è riuscita nella trasformazione dei municipi in Comuni Urbani”. Una provocazione verso l’amministrazione Marino non raccolta da Andrea Catarci, padrone di casa nonché minisindaco di Ostiense-Garbatella secondo cui “l’iniziativa del 23 farà concorrenza solo a Francesco Rutelli che sinora ha avuto il monopolio delle discussioni sul futuro di Roma”. “Serve un campo largo che consenta di arrivare alle prossime elezioni non con decisioni prese in conclave ma alla luce del sole – è stato il pensiero di Andrea Catarci – non so dove porterà questo tentativo ma vale la pena provarci”. L’esigenza di una proposta di “profondità sociale” che prenda il meglio dell’amministrazione Marino e che concluda le partite non ancora chiuse è stata condivisa anche dal minisindaco del Municipio XIV Valerio Barletta che ha auspicato “la fine dei posizionamenti e delle tattiche difensive che attendono le mosse degli altri” perché perdere le elezioni e “stare fermi un giro nuocerebbe soprattutto a Roma e ai romani”. L’evento è aperto a tutte le forze di centrosinistra interessate a ricostruire un senso civico partecipato che nasca sui territori. Sul volantino dell’evento non ci sono simboli di partito né i nomi dei presidenti.

“Era dal 1918 che non vedevo un manifesto senza nomi – ha concluso, ironicamente, Torquati del XV Municipio – c’è la volontà di muoversi insieme senza personalismi e prevaricazioni” (Giacomo Di Stefano)

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