Più scioperi e meno bus: gli utenti romani sono cittadini di serie B

Tra lobby locali, rivendicazioni sindacali e calcoli elettorali a Roma c’è solo una categoria non tutelata: il cittadino comune

(immagine di repertorio)

Aumentano i costi delle strisce blu ma diminuiscono gli autobus a disposizione della collettività. La città è invasa da turisti che fremono per vedere le bellezze cittadine e l’ennesimo sciopero dei trasporti li lascerà a piedi tra l’afa e i sampietrini.

Da qualche anno a Roma c’è una categoria che è finita nel dimenticatoio, priva di rappresentanza politica e di qualsiasi tipo di tutela: l’utenza.

Categorie cittadine particolarmente irruente possono bloccare la città o far recedere l’amministrazione dai propri intenti, come dimostrano gli ambulanti e la decadenza delle licenze a rotazione. Un po’ di maretta, il rischio di perdere un po’ di voti e via: il Comune di Roma s’è detto pronto a rivedere il provvedimento licenziato il I giugno.

L’utente romano ha in mano la pallottola spuntata dell’indignazione e quella più affilata del voto: la prima genera borbottii, la seconda dovrebbe contribuire a far cambiare le cose, a migliorare la vita cittadina. E invece no, le rivendicazioni sindacali e gli scioperi, giusti e non, vanno a colpire sempre loro – gli utenti – che non hanno un tavolo su cui sbattere i pugni e a cui manca un taxi o camion bar da mettere di traverso per bloccare la circolazione. Loro che dal 2018 potrebbero pagare fino a 3 euro all’ora per parcheggiare sulle strisce blu.

Un aumento che in una città funzionante sarebbe un modo nobile per incentivare i mezzi pubblici, ma a Roma si trasforma nell’aumento meschino di un tariffa che penalizza tutti coloro che lavorano nel Centro Storico e che non hanno mezzi pubblici che li portino al posto di lavoro. E hai voglia a dire – come ha fatto l’assessora ai Trasporti Linda Meleo – che verranno stanziati 20 milioni di fondi europei per i parcheggi di scambio dove lasciare la macchina e prendere gli autobus: i mezzi non ci sono.

Il 26 giugno è stato toccato il record di 18 linee soppresse per assenza mezzi, una moria già annunciata tacitamente da Roma Capitale e ATAC nel contratto di servizio

Giovedì ci sarà un ennesimo sciopero dei mezzi con i consueti disagi, le code alle fermate, i residenti sconfortati e i turisti increduli.

Un copione che è ormai è entrato negli usi e costumi dell’Estate Romana, prima sinonimo di kermesse estive e ora teatro del far west dei servizi cittadini. Ma l’amarezza dei turisti durerà qualche ora, quella dei romani dura da anni, aspettando qualcuno che si occupi davvero di loro.

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