Politica: Zingaretti vede vittoria / Sfida M5S-Centrodestra in Abruzzo

Atteso un milione di votanti il 3 marzo alle primarie del pd. Domenica 10 febbraio alle urne la prima regione per il rinnovo del consiglio

Mentre M5S e Lega sembrano ai ferri corti per la prosecuzione o meno della Tav Torino-Lione e per la concessione o diniego dell’autorizzazione a procedere nei confronti del leader leghista, Matteo Salvini, nella sua veste di ministro dell’Interno, per la vicenda della nave “Diciotti” della Guardia Costiera, il Pd sta portando avanti la sua fase congressuale per l’elezione del nuovo segretario.

Domenica 3 febbraio sono stati ufficializzati i risultati relativi alle votazioni degli iscritti che attestano la netta vittoria del presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nei circoli del Partito Democratico. Il “governatore” ha infatti sfiorato il 50% dei consensi, ottenendo il 47,38 per cento dei suffragi. Secondo, distanziato di oltre 11 punti, e’ l’ex reggente Maurizio Martina (36,10%), mentre il renziano Roberto Giachetti ha conseguito l’11,3% dei voti. Quarto, a grande distanza. Francesco Boccia, che ha raccolto il 4,02 per cento dei consensi.

In base a questi risultati, Zingaretti puo’ guardare con fiducia all’appuntamento con i gazebo, fissato per domenica 3 marzo, aperto a elettori. simpatizzanti e a quanti si collocano nell’area della sinistra (nel Pd si spera che siano almeno un milione i cittadini che si recheranno nelle urne allestite nelle piazze italiane). Il “governatore” del Lazio, infatti, anche se non supererà l’asticella del 50% +uno dei votanti (quorum necessario per essere subito eletto), dovrebbe sfuggire alla morsa del duo Martina-Giachetti in sede assembleare. Boccia dovrebbe, con i suoi delegati, schierarsi al suo fianco e garantirgli la maggioranza (insieme i due hanno ottenuto il 51,40% dei voti).

Intanto, prima del 3 marzo, c’è un importante appuntamento elettorale per tutti i partiti. Domenica prossima, 10 febbraio, si voterà in Abruzzo per il rinnovo del Consiglio regionale (nel corso di quest’anno si voterà in altre quattro regioni: Sardegna, Basilicata, Emilia-Romagna e Toscana). Quattro sono i candidati alla guida della Regione: Marco Marsilio per il centrodestra, Sara Marcozzi per il M5S, Giovanni Legnini per il centrosinistra e Stefano Flajani per Casa Pound. La battaglia per la presidenza sembra, anche in base ai risultati delle politiche dello scorso anno, ristretta a Marsilio e Marcozzi. Il candidato del centrodestra parte da una base del 35,53 dello scorso marzo, ma rispetto ad allora la Lega, che aveva raccolto il 13,80% dei voti, alle spalle di Fi (13,44), sembra in forte ascesa. I cinquestellati sperano invece di ripetere l’exploit del 2018 quando avevano conseguito quasi il 40% dei consensi, per l’esattezza il 39,85%. Se il M5S risulterà primo rispetto alle coalizioni avversarie, la Marcozzi sarà presidente. Fuori dai giochi sembra Legnini che, anche se dovesse migliorare rispetto alle politiche (il centrosinistra aveva raccolto il 17,82%), appare troppo distanziato dai candidati del centrodestra e del M5S.

Al voto abruzzese, soprattutto Luigi Di Maio e Matteo Salvini, annettono grande importanza. E’ il primo importante test prima delle europee del 26 maggio.

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