Politiche sociali, allarme delle associazioni: Sabella le uccide

Roma Social Pride e operatori del Terzo Settore uniti contro Alfonso Sabella

Una delibera proposta da Alfonso Sabella potrebbe eliminare le politiche sociali di Roma. E’ questo l’allarme lanciato dal coordinamento “Rigeneriamo Roma, rigeneriamo il welfare” in una conferenza stampa indetta in Campidoglio. Un collettivo che riunisce associazioni, operatori del Terzo Settore, realtà che si occupano di volontariato e verde pubblico in agitazione per il “Regolamento dei contratti” proposto dall’assessore alla Legalità. Un provvedimento che cambierebbe radicalmente l’assegnazione per gli affidamenti dei beni e servizi relativi all’ area socio-assistenziale e socio-lavorativa, con un meccanismo concorrenziale al massimo ribasso che – denuncia il coordinamento – “rende il welfare sociale una vendita di merci e prodotti”. “Il sistema del sorteggio è la ciliegina sulla torta per svilire un settore fondamentale per la pianificazione delle politiche sociali” ha denunciato Carlo De Angelis. Secondo “Rigeneriamo Roma, rigeneriamo il welfare” i problemi sono nati proprio da quando Sabella ha in mano la gestione delle Politiche Sociali. Una svolta iper legalitaria dove – secondo gli organizzatori dell’evento – ogni interlocuzione con il comune rischia di trasformarsi in un’ipotesi di reato. Sullo sfondo Mafia Capitale e il mondo delle cooperative, un universo pervaso dal malaffare dove gli operatori e le associazioni oneste sono state schiacciate dall’onta degli scandali e degli avvisi di garanzia. Il Roma Social Pride ha denunciato una deriva che porterebbe nel Terzo Settore grandi holding senza radicamento territoriale e competenze specifiche, il cui merito sarebbe quello di aver proposto il massimo ribasso o di aver vinto un sorteggio informatizzato. “Sabella non ha conoscenza delle politiche sociali e il risultato è un pasticcio” ha dichiarato la consigliera di SEL Gemma Azuni, affinacata dai colleghi presenti Peciola (SEL) e Battaglia (PD). “Si vuole ridurre il Terzo Settore a semplice gestione della mano d’opera a basso costo per la fornitura di beni e servizi – hanno concluso gli organizzatori – ma  il welfare a Roma si rigenera solo attraverso percorsi partecipati e inclusivi a garanzia dei diritti civili e sociali” (Giacomo Di Stefano)

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