Una strada vecchia quasi 76 anni cui nessuno o quasi ha mai messo mano. Naturale quindi che la Pontina, lingua d’asfalto che attraversa tutto l’Agro e realizzata nei primi anni 40 una volta completate le Bonifiche Pontine, si sia trasformata ieri mattina in una trappola micidiale per migliaia di automobilisti. Un incendio ai piedi dei Castelli romani ha infatti costretto le forze dell’ordine e i vigili del fuoco a chiudere la strada. E così migliaia di auto sono rimaste in coda sotto il sole in una fila che ha raggiunto i quattro chilometri, fino alle 17.00 circa. Uno psicodramma che ha spinto alcuni automobilisti esasperati ha cercare di imboccare la strada contromano, nel tentativo di uscire dall’ingorgo.
E, ancora una volta, i nodi sono venuti al pettine. La Pontina non è solo una strada estremamente pericolosa, con decine di vittime all’anno, ma è anche priva di aree di sosta e ancor peggio è sprovvista di sufficienti aree di servizio. Dunque, un’arteria stretta e priva di vie di fuga con cui decongestionare il traffico in caso di imprevisti come quello di oggi. Chiuderla, anche solo per qualche ora, significa condannare gli automobilisti a rimanere imbottigliati.
E pensare che negli ultimi anni in molti hanno sollecitato interventi per l’ammodernamento della statale, considerata tra le arterie più pericolose d’Italia. Tra questi i costruttori dell’Ance e dell’Acer, che già nel 2014 chiedevano al Cipe di sbloccare i 470 milioni messi a disposizione dal governo per la realizzazione dell’autostrada Roma-Latina. Ma piuttosto che costruire una nuova strada le associazioni hanno chiesto di destinare i fondi alle migliorie del tracciato preesistente: corsie più larghe e nuovi svincoli. Tutto sulla carta visto che, finora, nulla si è mosso a livello istituzionale. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. (Gianluca Zapponini)