Capitale ‘carissima’ per il portafoglio dei romani. É quanto emerge da una ricerca della Uil Lazio pubblicata sul Corriee della Sera.
I prezzi sono saliti per qualsiasi prodotto: si va dalla classica acqua aumentata del 5,5 % ai libri di testo é ai trasporti, ai generi alimentari, in particolare dei vegetali per i quali si registra un aumento del 2,9% rispetto al settembre del 2016. E perfino rispetto al mese di agosto con un impennata del 4%. E per restare in questo campo sono inesorabilmente cresciute nel prezzo e nei quantitativi di vendita perfino le zucche, con un aumento di oltre il 10 per cento nonostante la notte di Halloween sia ancora lontana.
Così, anche se la città arranca tra crisi lavorative e tasse elevate, i prezzi salgono inesorabilmente e l’inflazione continua a crescere. Il mese di settembre, scrive il Corriere, infatti ha visto il segno più davanti agli acquisti principali del periodo, come i libri di testo che, per quanto riguarda l’istruzione secondaria, sono aumentati del 5,2% rispetto allo scorso anno, per quel che riguarda l’istruzione secondaria.
Ma se si arriva da lontano per lavorare o studiare in città ecco che il trasporto passeggeri su rotaia è salito del 3,2% in più rispetto lo stesso mese del 2016: e anche fare un piccolo viaggio, sia pure non d’agosto ma a fine stagione è più caro, perché il trasporto aereo è aumentato del 14%.
Ed è un po’ più cara la capitale anche per i turisti: o servizi di alloggio, B&B compresi sono aumentati del 3,5% rispetto settembre 2016 e del 10,7% in più rispetto ad agosto: settembre del resto a Roma è considerata alta stagione. Se poi ci si vuole fare un po’ belli o andare al ristorante anche qui una piccola stangata: i ristoranti sono aumentati mediamente dell’1,7% e i parrucchieri e gli istituti di bellezza del 2%.
Anche l’energia elettrica sale del 4% rispetto al 2016 e il gasolio per riscaldamento raggiunge il +7,6%. «Costi in aumento per alimentari, energia elettrica, acqua, testi scolastici. Ovvero beni irrinunciabili per ogni famiglia.
Qualcosa però diminuisce: la cultura. Andare al cinema, a teatro o al museo, costa infatti un po’ di meno.