Radio Radicale, il figlio di Andreotti: mio padre non l’avrebbe mai chiusa

Esclusiva Radiocolonna. Da oggi a sabato congresso del Partito Radicale dedicato alla radio di Marco Pannella

Giulio Andreotti non avrebbe mai chiuso Radio Radicale. Parola di Stefano Andreotti, figlio di Giulio, contattato da Radiocolonna in merito alla chiusura – probabile – della radio del Partito Radicale.

Oggi pomeriggio partirà un congresso speciale del Partito Radicale degli eredi di Marco Pannella: Rita Bernardini, Maurizio Turco e Sergio D’Elia. Motivo della convocazione: Radio Radicale e il rischio che la voce più importante della politica italiana – dopo oltre 40 anni – possa spegnersi. Le ragioni della chiusura sarebbero varie, in primis per il dimezzamento del contributo che la radio riceve per la trasmissione delle sedute parlamentari. Attualmente la copertura finanziaria dovrebbe coprire le attività fino al 30 giugno. Termine oltre il quale, ad oggi, la radio potrebbe davvero chiudere i battenti.

“Mio padre non avrebbe fatto mai chiudere nessuna radio, tantomeno quella radicale – spiega Stefano Andreotti in esclusiva a Radiocolonna – Era grato del servizio che svolgevano, anche in occasione dei suoi processi”.

Il rapporto di Giulio Andreotti con Marco Pannella? “Un buon rapporto”, spiega Stefano, nonostante le comprensibili divergenze politiche tra il fondatore del Partito Radicale e uno degli esponenti più importanti della Democrazia Cristiana.

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