Raggi: rimpatrio assistito per i Rom non italiani

La sindaca parla di una “terza via”per superare i campi rom. Questi ogni anno costano 25 milioni di euro

Il campo rom River

La giunta Raggi punta a far tornare nei loro paesi d’origine il maggior numero di rom che non hanno cittadinanza italiana. “La scorsa settimana siamo andati a Craiova, in Romania, per verificare lo sviluppo del progetto di rientro volontario assistito che sta coinvolgendo alcuni abitanti del Camping River”, dice Virginia Raggi. 

La sindaca rivela come il progetto della sua amministrazione per eliminare i campi rom seguendo una ‘terza via’ che coinvolga i Paesi di origine delle persone che li abitavano va avanti. “Si tratta di uno dei numerosi strumenti che stiamo applicando per percorrere la nostra terza via, che ci consentira’ di superare definitivamente i campi rom tramite legalita’ e inclusione, come richiesto da anni dall’Unione Europea. I campi sottraggono, ogni anno, circa 25 milioni di euro dalle casse pubbliche di Roma Capitale – aggiunge la prima cittadina – sono risorse che potrebbero, invece, essere utilizzate per i servizi a beneficio di tutti i cittadini”. 

Raggi dice che “la nostra ‘terza via’ si basa, innanzitutto, sul ripristino delle regole: non e’ accettabile che esistano autentici ghetti in cui non vengono applicate le leggi. I risultati sono devastanti: roghi tossici che danneggiano chi abita i campi e chi vive nelle aree limitrofe, centinaia di bambini che non frequentano le scuole, traffici illeciti di rifiuti, condizioni igienico – sanitarie sempre piu’ pericolose. Chiudere questo drammatico capitolo significa tutelare le persone in condizioni di fragilita’ e di vulnerabilita’. Significa, innanzitutto, tutelare i bambini, vittime di una costante privazione di ogni diritto”.

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