Regionali Friuli VG: vola la Lega, crolla il M5S

Fedriga presidente. Aumenta astensionismo. Il neo presidente guarda ai 5 stelle

Il segretario federale della Lega Matteo Salvini con Massimiliano Fedriga (S), candidato del centrodestra a presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, nel corso del comizio di chiusura della campagna elettorale a Trieste, 27 aprile 2018. ANSA/ANDREA LASORTE

Vola la Lega in Friuli Venezia Giulia e vola anche Massimiliano Fedriga che stravince con il 57,09%. Un trionfo netto, quello del neo presidente, epilogo di un risultato annunciato. E cosi’ la vera sorpresa diventa il record messo a segno dalla Lega, che nell’autonoma Friuli Venezia Giulia raggiunge per la prima volta il 34,91%, battendo anche il buon risultato del 4 marzo (25,48%), che gia’ aveva incoronato il Carroccio primo partito. Crolla il M5s, 7,1% contro il 25,6% delle Politiche del 4 marzo.

Il candidato del centrodestra Massimiliano Fedriga è dunque il nuovo governatore del Friuli Venezia Giulia. Contro di lui il 26,8% di Sergio Bolzonello (centrosinistra), l’11,7% di Alessandro Fraleoni Morgera (M5s) e il 4,4% di Sergio Cecotti (Patto per l’Autonomia).

Fedriga: “Grande soddisfazione, è la più alta percentuale mai raggiunta dalla Lega” – Grazie alla mia gente. Grazie alla mia terra. Ora al lavoro ascoltando e costruendo”, ha scritto il neo governatore del Fvg Massimiliano Fedriga in un post su Facebook poco dopo l’uscita dei risultati.

Per Salvini non ci sono dubbi: in un tweet ringrazia il Fvg e scrive “#andiamoagovernare”. Ma e’ anche lo stesso neo governatore, entrando per la prima volta da presidente in Consiglio regionale
a Trieste, a indicare la via a chi lo ascolta dalla Capitale: anche se “non sono io che decido” il governo, sottolinea, “un centro destra al 56%-57% non puo’ che essere forza di governo”. E i 5 stelle? “L’abbiamo detto e lo ribadiamo: e’ possibile ragionare sulla decina di punti sui quali ci troviamo d’accordo e su questo imbastiamo la discussione”.

Ma l’altro protagonista, oltre all’attenzione mediatica e alla passerella di big giunti per la campagna elettorale, e’ stato l’astensionismo. Alle urne si sono recati in 549.374, meno della meta’ degli aventi diritto. Un’affluenza in calo rispetto a 5 anni fa e che ora va letta e interpretata.

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