Riaprono i ristoranti, ma il crollo del fatturato è del 70%

Da lunedì il Lazio torna in zona gialla. Per i ristoratori è positivo, ma servono regole chiare e oramai il giro d’affari è stato irrimediabilmente compromesso

Una vittoria a metà. Così la vedono i ristoratori di Roma la riapertura dalla prossima settimana fino alle 18. Il passaggio da arancione a giallo è una notizia positiva. Ma è solo una sbarramento momentaneo neo confronti del diluvio che ha colpito il settore della ristorazione, e non solo. 

Il calo del fatturato in questi mesi è stato del 70-80%. Per Andrea Rotondo, presidente di Confartigianato Roma, ”Finalmente da lunedì i nostri esercizi di somministrazione potranno riprendere un minimo di lavoro e tornare a servire i loro clienti fino alle 18. Tuttavia, non possiamo più andare avanti con questo clima di incertezza. Non siamo negozi che alzano e abbassano la saracinesca, dobbiamo programmare, organizzare, richiamare lavoratori che sono in cassa integrazione. Se diventiamo zona gialla dobbiamo saperlo per tempo e non all’ultimo momento. Chiediamo uno sforzo in più alle istituzioni, quello della chiarezza necessaria alla sopravvivenza delle nostre imprese”. 

Il fatto è che non tutti i ristoranti sono in grado, o hanno intenzione di riaprire, in un lasso di tempo così breve. “E’ necessario avvertire per tempo gli imprenditori, permettendo loro di organizzare tempestivamente quanto necessario alla riapertura”, commenta così il Presidente della CNA di Roma, Michelangelo Melchionno.

“Parliamo non solo degli approvvigionamenti, ma anche della gestione e dell’ attivazione del personale e di tutte le procedure relative al rispetto delle norme di distanziamento e sicurezza.

Inoltre, nell’ottica della riapertura, chiediamo che si possa intervenire aiutando una delle categorie che sta maggiormente soffrendo le conseguenze delle restrizioni dovute al Covid 19 – continua Melchionno – Proponiamo in questo senso di dare continuità all’attività dei ristoranti, permettendo lo svolgimento del servizio anche fino alle 21,30. Magari mettendo alcune condizioni che possano garantire ulteriormente la salute dei cittadini, quali la prenotazione obbligatoria, una piccola ulteriore riduzione degli spazi, consentendo un maggior distanziamento e il divieto del consumo di alcol sulla via pubblica al fine di evitare assembramenti fuori dai locali”.

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