Rifiuti, Raggi chiede di usare i Tmb di Cerroni

La sindaca certifica la gravità della situazione e chiede di poter usare gli impianti della Colari

Virginia Raggi (Foto Omniroma)

Mauro Evangelisti per Il Messaggero Roma

 

La lettera della Regione, per la precisione del dipartimento che si occupa di rifiuti, è stata scritta e inviata al Comune ieri mattina. Sancisce l’emergenza rifiuti in arrivo e la necessità di prendere provvedimenti per evitarla. La penna è passata alla sindaca Virginia Raggi che in tarda serata ha firmato l’ordinanza. Con la lettera della Regione c’era il presupposto, il puntello, che consentiva di farlo. L’ordinanza della Raggi indica ad Ama di portare i rifiuti nei Tmb di Colari nei quantitativi necessari ad evitare il caos, 1.200 tonnellate giornalieri. Nelle prossime ore la terza mossa: la Prefettura procederà al commissariamento di Colari (più precisamente della gestione dei rapporti con Ama). Questo è il percorso che si era deciso di seguire, in un terreno tra i più scivolosi, nel super vertice di mercoledì sera, quando si erano incontrati il prefetto Paola Basilone, il sindaco Virginia Raggi, gli assessori all’Ambiente Pinuccia Montanari (Comune) e Mauro Buschini (Regione), il direttore generale dell’Ama, Stefano Bina, e il presidente dell’Anac (l’autorità nazionale anti corruzione) Raffaele Cantone. Ma senza quella lettera della Regione il piano non poteva partire.

 

Nelle puntate precedenti: un mese fa il Consiglio di Stato ha confermato una interdittiva prefettizia antimafia firmata dall’allora prefetto Pecoraro nel 2014 (e sospesa dal Tar) nei confronti di Colari, il gruppo fondato da Cerroni, proprietario degli impianti di trattamento di Malagrotta. Sulla base di quel pronunciamento, un’azienda pubblica come Ama non può pagare i servizi di Colari e dunque i due impianti di Malagrotta si bloccheranno perché il consorzio non potrà a sua volta pagare stipendi e fornitori. Senza quei due impianti, però. Roma va in emergenza (è già in crisi) perché non sa dove trattare 1.200 delle 3.000 tonnellate di indifferenziato prodotte ogni giorno.

 

Questo problema – unito ad altri limiti strutturali del ciclo dei rifiuti a Roma e organizzativi di Ama – sta causando un rallentamento della raccolta dei rifiuti a Roma, che potrebbe però essere solo l’antipasto di una emergenza più vasta. Ecco perché mercoledì si sono mossi anche il prefetto Paola Basilone e il presidente dell’Anac Raffaele Cantone. Nei giorni scorsi l’Arpa (l’agenzia regionale per l’Ambiente) ha svolto dei controlli negli impianti di Trattamento di Roma e delle altre province. A Malagrotta ha trova to una situazione preoccupante perché i rifiuti si sono accumulati vicino agli impianti. Più correttamente: ci sono cumuli di Combustibile da rifiuti prodotto dal trattamento che Colari, a causa dell’incertezza dei pagamenti, non può portare negli impianti oltre i confini di Roma. Di questo passo salta il sistema. Di qui il documento della Regione che, sulla base dei riscontri di Arpa, ha messo nero su bianco il rischio emergenza, passando la palla alla Raggi che come autorità sanitaria locale deve prendere provvedimenti.

 

La Raggi, come fece con un atto simile nel 2014 Ignazio Marino, ha firmato l’ordinanza. Questo, però, da solo non è sufficiente, perché non risolve il problema dei pagamenti bloccati dall’intedittiva. Ecco perché nelle prossime ore è atteso il commissariamento disposto dalla Prefettura.

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