Rifiuti: Zingaretti, può scattare rivolta comuni

Roma non può continuare ancora a lungo a dirottare l’ immondizia nei Comuni laziali. E’ urgente aumentare la capacità di conferimento e di lavorazione degli impianti nelle vicinanze della capitale

“ Non ho nessuna voglia di polemizzare, ma sento il dovere di avvertire che i Comuni della nostra regione sono stressati dalla situazione e potrebbe scattare una rivolta”. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel corso del convegno Unipol su “L’ attuazione del patto per lo sviluppo “ ha informato che sta per venir meno la disponibilità dei Comuni laziali a continuare a ricevere l’immondizia della Capitale.

“E’ quanto mai urgente – ha sottolineato – che il comune di Roma provveda a dotarsi di maggiori impianti per conferire e trattare in autonomia i rifiuti nelle sue vicinanze, come avviene in altre capitali europee che lavorano circa l’80 per cento, mentre oggi Roma tratta solo un modesto 20 per cento.”

Secondo Zingaretti l’idea che si possa andare avanti inviando ad altri Comuni i rifiuti in attesa che nel 2022 si arrivi a una differenziata del 70 per cento è completamente irrealistica e comunque rimarrebbe sempre un 30 per cento che va collocato e lavorato.

“Sui rifiuti – ha ricordato – è stata la Regione a trovare una soluzione-ponte chiedendo alle altre regioni italiane, a Vienna e ai comuni laziali di accogliere i rifiuti della Capitale, che sono un grande quantitativo, tenuto conto dei tre milioni di abitanti.”

Ma secondo Zingaretti non è possibile continuare ad appoggiarsi all’esterno, occorre un dialogo fra le istituzioni, che non deve significare solo chiacchere, come avvenuto fino ad ora, ma una precisa assunzione di responsabilità per dare un’adeguata e rapida realistica soluzione al nodo dei rifiuti della Capitale. “Noi – ha sottolineato – siamo disponibili, come lo siamo stati in passato , quando abbiamo vinto tante battaglie, dialogando con tutti a prescindere da chi governava.”

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