Rogo a Pomezia, c’era amianto. Stop alle coltivazioni

I magistrati di Velletri indagano per incendio colposo. Il Campidoglio avverte le aziende di ristorazione della zona di non acquistare alimenti nel raggio di 50 Km

Incendio spento (Foto comune di Pomezia)

E’ andata peggio di quanto ci si potesse aspettare. Secondo la procura di Velletri, c’era amianto nello stabilimento della Eco X di Pomezia andato a fuoco venerdi’ scorso per un rogo. I magistrati quindi indagano per incendio colposo.

“La Asl ha rilevato la presenza di amianto sul materiale campionato“, dice un comunicato il procuratore Francesco Prete. Sconosciuta “l’entità di tale sostanza nociva e, di conseguenza, il grado di inquinamento eventualmente generato dal cemento amianto” nel tetto dello stabilimento sulla Pontina.

La Asl ha compiuto le prime analisi su frammenti di lastre ondulate della copertura interna ed esterna. Per venerdi’ sono annunciati dati più significativi, e anche il ministro dell’Ambiente Galletti ha detto che ci vorranno alcuni giorni per rilevazioni precise. In corso analisi sulla qualità dell’aria, dell’acqua e del terreno. I tecnici Asl hanno inoltre prelevato diversi campioni di polveri dai davanzali delle case nelle immediata vicinanze del sito per analizzare eventuali elementi inquinanti.

La precauzione non è però mai troppa. Il Dipartimento Scuola del Campidoglio ha avvertito una serie di aziende di ristorazione della zona di Pomezia di non acquistare alimenti nel raggio di 50 chilometri dal luogo del rogo. La disposizione riguarda in particolare le scuole della zona, che comunque oggi hanno in parte riaperto.

 I Comuni interessati dal rogo dell’azienda Eco X vicino Roma, “forniscano ai cittadini le maschere protettive per evitare il rischio di inalazione di polveri e fibre di amianto”. E’ l’opinione dell’Osservatorio nazionale amianto (Ona), rendendo noto che “più di 500 cittadini” si sono rivolti all’unita’ di crisi istituita con esperti e medici.

Gli agricoltori chiedono chiarezza. “Dobbiamo superare immediatamente questa fase di incertezza che aggrava il bilancio dei danni, dei disagi, delle difficoltà degli imprenditori agricoli che, pur non avendo colpe, sono i più colpiti dall’emergenza ambientale”, dice David Granieri di Coldiretti Lazio. L’organizzazione chiede “l’attivazione immediata di un tavolo presso la Regione Lazio perché si proceda alla quantificazione dei danni subiti dal sistema agricolo di Pomezia e Ardea e per definire le modalità di liquidazione degli indennizzi”.

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