Tram, ciclabili e corsie preferenziali. All’alba del trionfo di Virginia Raggi alla guida del Campidoglio, sono stati questi i capisaldi del M5S romano sul fronte della mobilità. Un lavoro programmatico messo a punto da tecnici, attivisti e consiglieri – Enrico Stefàno in primis – per consentire un cambio di passo nella gestione di una viabilità capitolina più sostenibile.
Sullo sfondo la creazione di un PUMS (Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile), in cui inserire – nero su bianco – i progetti relativi alla rete tramviaria.
Già, i tram. La partita (forse) più ambiziosa che ha deciso di giocare l’amministrazione grillina. Oggi Virginia Raggi è quasi al decimo mese alla guida del Campidoglio.
A che punto si trova la cura del ferro? Qual è lo stato dei progetti tramviari annunciati in questi mesi?
Allo stato attuale, i progetti per nuove linee – ancora in ballo – sono quattro: la tramvia su Via Palmiro Togliatti, quella su Viale Marconi il prolungamento dell’8 lungo Via Nazionale, Via dei Fori Imperiali, Largo Corrado Ricci, Piazza Vittorio e infine i 2 km per unire Piazzale del Verano e la Stazione Tiburtina.
Progetti sopravvissuti, come osserva Trenino Blu, all’addio in giunta a Paolo Berdini, l’ex assessore all’urbanistica che sosteneva anche altre idee, come il tram su Lungotevere, a Ostia e a Tor Bella Monaca.
Ma anche i ‘superstiti’ hanno le loro incognite, in primis sul fronte finanziamenti: senza un aiuto del governo e fondi ministeriali, è il ragionamento, Roma non può sobbarcarsi gli oneri di questi interventi.
L’altro capitolo riguarda interventi manutentivi come quelli da fare sulla Roma-Giardinetti, con l’amministrazione intenzionata a valutare anche la possibilità di un prolungamento verso Tor Vergata. Ma per il momento la partita più importante è quella economica, un punto ancora incerto che blocca tempistiche e programmi. E visto il rapporto tra governo e amministrazione di Roma, i tempi potrebbero essere ancora lunghi.