Roma/Recovery: a rischio i fondi per la Capitale

La sindaca Raggi ha presentato una lista della spesa, piuttosto di un piano per innovare, come richiesto dalla Ue

Fra un mese l’Italia dovrà presentare alla Unione Europea i progetti definitivi per ottenere i 209 miliardi del fondo europeo, stanziato per rilanciare le economie dissestate dalla Pandemia. Ma secondo indiscrezioni di stampa è già cominciato il cosiddetto assalto alla diligenza. I progetti di spesa dei programmi che i ministeri stanno producendo sarebbero troppo dispendiosi, tanto da superare fra i 30 e i 40 miliardi, la cifra destinata al nostro paese.

La sindaca Virginia Raggi all’inizio di settembre aveva presentato al governo la richiesta di 25miliardi del Recovery fund per un piano di sviluppo resiliente e sostenibile, con ben 159 progetti elaborati dai vari dipartimenti e uffici di Roma Capitale.

Alla luce dell’assalto dei ministeri è difficile che le richieste del Campidoglio possano essere accolte in toto dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. al quale spetta alla fine scegliere i piani da sottoporre alla Commissione Ue.

Tanto più che fra i progetti presentati dalla Raggi ci sono alcuni, come il rinnovo della flotta veicolare del Dipartimento del verde, che appaiono stravaganti, anche se si sottolinea che impatteranno favorevolmente sulla riduzione delle emissioni inquinanti. Oppure la richiesta di 34 milioni per realizzare una piattaforma digitale che consente di ricostruire in 3D siti storici e archeologici. Nonché una manifestazione per 1,5 milioni dedicata alla news space economy. Fino a 12,5 milioni nel sociale per realizzare alcune strutture di accoglienza.

Insomma, una lista della spesa di grandi e piccole richieste raccolte qua e là dagli uffici dell’Amministrazione, senza un disegno generale di fondo che tenga conto della finalità di innovazione e di quel cambiamento auspicato dal‘’New Generation Eu’’,  che sta alla base del Recovery Fund.

Ma alla Raggi è forse sfuggito quello che è pressoché un vincolo per l’assegnazione  dei fondi.  Ossia che il mezzo per raggiungere la ‘’sostenibilità’’ è l’innovazione, ossia investimenti in attività in grado di migliorare il futuro e dare stabilità. Una ricetta che, diventata ormai necessaria per la crescita del valore delle aziende, è il presupposto anche per lo sviluppo economico e sociale delle città, tanto più se riguarda la Capitale.

Del resto, abbiamo poco da stupirci, non sarebbe che l’ennesima opportunità mancata dalla Raggi, insieme alle tante promesse disattese,  che risalgono al tempo della sua elezione. Anche allora, se avesse meglio calcolato la possibilità o meno di realizzarle, facendole rientrare in un ben definito disegno, avrebbe almeno contenuto la delusione degli elettori.

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