San Lorenzo vuoto, EUR pieno: ecco come cambia la movida a Roma d’estate

Tra partenze, arrivi e ordinanze anti alcol, ecco come cambia la geografia della movida capitolina dalla primavera all’estate: una guida per romani e turisti

Siamo a Largo degli Osci, cuore pulsante di San Lorenzo, in un sabato tra aprile e maggio: orde di studenti e ragazzi che affollano le strade del popolare quartiere romano con una birra alla mano e con un’altra pronta ad essere acquistata in uno dei tanti locali o ‘bangla’ che fanno di San Lorenzo un piccolo fortino della movida low cost di Roma.

Largo degli Osci, un fine settimana a cavallo tra luglio e agosto: le balle di fieno corrono lungo le strade, in giro c’è meno gente di quanta ce ne sarebbe se ci fosse un coprifuoco.

Cos’è successo?

È la metamorfosi della movida romana tra l’estate e i mesi che la precedono, con quartieri che si spopolano e altri che traggono linfa vitale proprio dalle partenze, dagli arrivi e da ordinanze che cambiano la geografia delle notti romane.

Per iniziare a capire i cambiamenti dobbiamo fare i conti con un convitato di pietra che detta regole, impone divieti e in generale veicola romani e turisti gaudenti in una zona piuttosto che in un’altra: l’ordinanza anti alcol. Attiva fino a fine ottobre – chiamarla estiva è un errore – l’ordinanza prevede:

-lo stop dalle 22 alla mattina al consumo in vetro per strada e alla vendita di alcol da parte di venditori al dettaglio tipo gli alimentari orientali.

-da mezzanotte il divieto di bere alcol in giro anche dai bicchieri di plastica.

-dalle 2 divieto per tutti di somministrare alcol.

E se l’introduzione ha chiarito in parte la situazione a San Lorenzo, andiamo a vedere alcune zone strategiche dove è più marcata la differenza tra estate e resto dell’anno.

 

PIGNETO

Quartiere alternativo, simile a San Lorenzo ma più ‘à la page’, il Pigneto sconta il ritorno a casa di tanti studenti fuori sede – o lavoratori non romani – che nei mesi estivi tornano nei lidi natii. Non c’è il crollo come a San Lorenzo – anche grazie ai tanti locali con tavoli all’aperto – ma la differenza con i mesi scorsi è evidente.

 

MONTI e CELIO

Nel primo, nonostante i locali fighetti che si estendono da Santa Maria Maggiore a Largo Corrado Ricci, durante l’anno va di moda buttarsi ai piedi della Fontana dei Catacumeni in Piazza della Madonna dei Monti con birre di vetro in mano. Un’abitudine che d’estate costa cara, con una multa che può far valere una Tennent’s come un Dom Perignòn. Il Celio ha una solida tradizione di pub al chiuso e d’estate la clientela preferisce bere all’aperto. Risultato: rione vuoto.

 

TRASTEVERE

È – forse ingiustamente – il re dell’Estate Romana. Non i vicoli magnifici che finiscono in Santa Maria in Trastevere, ma la rassegna che si sviluppa tra caldo e umidità sulle rive del Tevere. Meta di romani che evidentemente amano i prezzi alti e le code sul Lungotevere, le bevute sulle rive del fiume sono tanto comuni quanto sopravvalutate in termini di vivibilità e location.

 

TESTACCIO

I locali al chiuso di Testaccio, alcuni dei quali non proprio dei tranquilli circoli di bridge, riescono a tenere botta anche nei mesi estivi grazie al flusso di turisti e al fatto di essere l’unico punto del centro di Roma dove trovare un po’ di club in cui ballare. Quest’anno la movida testaccina è arricchita dal ritorno alle origini del Gay Village alla Città dell’Altra Economia. Un ritorno tra le polemiche – raccontate da Radiocolonna – che hanno alimentato ancor di più il caos in un quartiere che vive la presenza dei locali notturni come un attentato quotidiano alla propria quiete.

 

EUR

L’EUR è l’altro re della movida romana estiva insieme al Trastevere. Un consolato in cui il quartiere tiberino regna su un pubblico più tranquillo, quello mussoliniano su una platea più scalmanata e festaiola. Orfani dei tanti locali chiusi a Ostia per varie vicende di cronaca – anche qui, come a Testaccio, spesso non frequentati da gentlemen sassoni – tanti giovani per ballare si sono spostati alle Tre Fontane dove diversi locali all’aperto offrono musica e drink. Buona la prima per il Love Park, gli ‘scissionisti’ del Gay Village che hanno voluto ricreare davanti a Parco Rosati un village vecchie maniere con una clientela più selezionata, musica e dibattiti. Di grande successo anche il vicino Fiesta!, festival di musica latinoamericana che, tra facce patibolari e brani reggaeton, consente di ballare fino a tarda notte facendo provare l’ebbrezza di stare a Caracas.

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