Scritta no vax su bus. Atac: presto provvedimenti

Un autista ha scritto su un mezzo pubblico di Roma un volgare slogan anti-vaccini e ha pubblicato orgoglioso la foto su Facebook.

C’e’ chi in passato ha scritto “onore al Duce”, chi “vaff..” o “welcome Raggi” nel giorno della sua elezione a sindaco. Questa volta l’autista dell’Atac che ieri mattina, come i suoi colleghi prima, ha acceso il display dell’autobus che stava guidando e al posto del numero ha messo la sua ‘privata’ scritta, ha scelto l’attualità con un bel po’ di
volgaritá: ‘Vaccinati sto c…’. E poi, non pago, ha fotografato il “suo” bus e ha postato l’immagine sulla pagina Fb no vax ‘Genitori e bambini liberi e sani – popolo unico’, con una certa fierezza.

L’azione dell’autista ha provocato parecchie reazioni sui social network, ma soprattutto quella dell’Atac, il colosso in crisi dei trasporti pubblici della Capitale, che annuncia: “Al
termine dei necessari approfondimenti, l’azienda prenderá ogni provvedimento non solo a carico del conducente, ma anche di eventuali altri responsabili, che col proprio comportamento avessero favorito, in qualsiasi modo, la grave e inaccettabile
violazione dei regolamenti aziendali e conseguente danno all’immagine della società”.

E se in Rete i pareri si scontrano tra favorevoli e contrari, soprattutto sull’uso privato di un mezzo pubblico, dal Pd si levano le voci di Michele Anzaldi e Stefano Pedica per chiedere punizioni esemplari. “E’ inaccettabile che il display di un autobus venga usato per fare campagna contro i vaccini – dice Pedica – non ci sono giustificazioni per chi compie un gesto del genere, per di piú mentre dovrebbe pensare a lavorare. E poi
ricordiamo che sui vaccini non si scherza”. Anzaldi é ancora piú diretto: “E’ giusto? E’ sopportabile ma soprattutto è corretto non punire in maniera esemplare l’autista dell’Atac? Si può assistere inermi ad un comportamento simile? La sindaca Raggi continuerà a comportarsi in maniera equivoca, si tratti dei vaccini, delle occupazioni, di Atac o degli altri servizi, o manderá un segnale inequivocabile, almeno stavolta?”.

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