Sfida sulla Roma-Giardinetti: treni nuovi e ripristino tratta

Convogli obsoleti e tratta bloccata da Centocelle: le richieste dei pendolari

La Roma-Giardinetti sbarca domani in Commissione Trasporti. Dopo mesi difficili culminati – a inizio settembre – con un rallentamento complessivo della tratta e con la viabilità della Casilina al collasso, il treno che porta da Termini a Centocelle è gradualmente tornato alla normalità. Una situazione che – seppur in via di miglioramento – ha bisogno di risposte da parte di un’amministrazione che ha sempre mostrato interesse nei confronti della ‘cura del ferro’.

A parlare è Carlo Tortorelli, pendolare/blogger che sul profilo Twitter Trenino Blu racconta le voci dei pendolari, i disagi e le soluzioni possibili per un trasporto su rotaia migliore.

“Mi aspetto che in Commissione Trasporti si prenda l’impegno di ripristinare la tratta Centocelle-Giardinetti – spiega Tortorelli a Radiocolonna – una proposta da campagna elettorale che deve tradursi in fatti”.

Oggi il tratto che unisce Centocelle e Giardinetti è fermo, bloccato dal 3 agosto 2015 per la decisione di Ignazio Marino di chiudere un collegamento già coperto dalla Metro C.

Ufficialmente per la ‘riorganizzazione del trasporto pubblico dopo la riapertura della linea C’ ma in realtà – precisa Tortorelli – “c’è stata la volontà di riempire la Metro C facendo piazza pulita degli altri mezzi pubblici paralleli”.

Ma i problemi non finiscono qui. Secondo il blogger, non si è mai riusciti a mettere insieme i nove treni necessari per garantire il chilometraggio previsto dal contratto di servizio. Neppure per un giorno. Da qui la necessità d’investimenti per ammodernare la tratta e rinfoltire il parco-treni: i più recenti risalgono al 1999 e tra le istanze dei pendolari c’è proprio l’acquisto di nuovi convogli.

Sul fronte istituzionale Enrico Stefàno, presidente della Commissione Trasporti, ha ribadito la necessità di reperire i fondi per la Roma-Giardinetti. “L’intenzione iniziale non è quella di comprare nuovi treni ma di rimettere a posto quelli vecchi – spiega Stefàno a Radiocolonna – prima recuperiamo i convogli del 1989 e del 1999 e poi pensiamo all’acquisto di nuovi materiali”. (Giacomo Di Stefano)

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