Sindaco Roma/Il punto: Prove di intesa tra Pd e M5S

Se Gualtieri vincesse coi voti dei cinquestelle il Pd appoggerà la candidatura di Conte al Collegio Roma 1 che verrà liberato se l’ex ministro dell’economia diventasse sindaco. Ma Raggi e Calenda vengono dati in crescita.

Tra pochi giorni, ovvero  il 3 e 4 ottobre, i romani saranno chiamati alle urne, come altri milioni di italiani, per le elezioni amministrative e dovranno scegliere il nuovo sindaco ed i presidenti dei quindici Municipi cittadini, naturalmente unitamente al consiglio comunale ed alle assemblee municipali.

La partita che si sta per giocare è molto importante, ma, sarà per i rischi di un covid in regresso, ma sempre pericoloso, sarà per il clima ancora estivo, in città non si avverte quella tensione che ha contraddistinto altre tornate elettorali.

E sarà per questi motivi che tanti romani non hanno ancora deciso se andare a votare e per chi votare. A questa platea di indecisi, che potrebbe assegnare la vittoria a questo o quel candidato ed agli schieramenti che li appoggiano, si rivolgono soprattutto in questi ultimi giorni di campagna elettorale le migliaia di candidati in lizza per la fascia tricolore e per un posto nell’Aula Giulio Cesare e nelle assemblee dei Municipi per convincerli a dar loro il proprio voto.

Intanto, mentre ufficialmente si litiga sui programmi, c’è chi sottotraccia cerca accordi, non per il primo turno elettorale, ma per il ballottaggio.

Trattative che riguardano soprattutto il Pd ed il M5S. In base ai sondaggi pubblicati fino a 15 giorni prima del voto, alla seconda tornata elettorale (17 e 18 ottobre) dovrebbero approdare Enrico Michetti del centrodestra e Roberto Gualtieri del centrosinistra (anche se Virginia Raggi sostiene che in base a suoi sondaggi avrebbe scavalcato l’esponente del Pd e Carlo Calenda viene dato in forte crescita).

Tutti e quattro i candidati hanno escluso apparentamenti per il ballottaggio, ma è evidente che per assicurarsi la fascia tricolore l’ex ministro dell’Economia, qualora fosse lui lo sfidante di Michetti (che viene dato saldamente in testa), avrebbe bisogno dei voti, se non tutti, almeno in parte degli elettori cinquestelle e di quelli che al primo turno avranno scelto Calenda (questi ha assicurato il suo eventuale sostegno a Gualtieri).

Secondo indiscrezioni di stampa, su un eventuale appoggio pentastellato al candidato del centrosinistra si sta trattando sulla base di uno scambio. Se Gualtieri diventasse sindaco, dovrebbe dimettersi da deputato e, quindi, tra i 90 ed i 135 giorni dalle sue dimissioni, nel Collegio Roma 1 (Centro storico), si tornerebbe a votare per le elezioni suppletive. Allora, queste le basi per un accordo: i cinquestelle inviteranno i propri elettori a votare il candidato del Pd e, se questi sarà eletto, in cambio, nel Collegio Roma 1 il Partito Democratico appoggerà la candidatura di Giuseppe Conte che, come Enrico Letta (impegnato nelle suppletive di Siena del 3 ottobre), vuole entrare in Parlamento. Sembrerebbe fantapolitica, ma in quella “maionese impazzita” che è la politica di questo periodo, non lo è. Staremo a vedere.

Intanto, i romani ancora indecisi sul da farsi hanno ancora pochi giorni per riflettere. Alla mezzanotte di venerdì 1 ottobre calerà il silenzio elettorale. Poi saranno le urne a dare il responso.

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