Sindaco Roma/Il punto: una ressa di candidati ‘’civetta’’

Un esercito di 5mila col miraggio di uno scranno per non più di qualche centinaio di posti. Dagli attori ai vip per catturare le loro relazioni e l’ attenzione degli elettori, per il 34 per cento già propensi ad astenersi.

Piazza del Campidoglio

E’ scaduto sabato 4 settembre, alle ore 12, il termine per la presentazione dei candidati alla carica di sindaco, delle liste a sostegno, di consigliere comunale (48 i posti da occupare nell’Aula Giulio Cesare), di presidente di Municipio e di consigliere municipale. E a Roma si è assistito ad un vero e proprio boom di candidature che nei prossimi giorni dovranno superare il vaglio della Commissione elettorale.

Dunque, nel pomeriggio di sabato si potevano contare 22 candidature a sindaco ed oltre 1.800 aspiranti consiglieri comunali per un totale di 39 liste. Non bastasse, bisogna aggiungere i candidati alle presidenze dei quindici Municipi nei quali è suddivisa la Capitale e nelle assemblee municipali (24 componenti più il presidente), il che significa quantomeno altre duemila e passa persone in lizza per un seggio nei quartieri romani.

In pratica, a Roma ci sono circa 5.000 candidati, un vero e proprio esercito, che tenteranno di mobilitare un elettorato che, per il momento, non sembra molto interessato all’appuntamento elettorale del 3 e 4 ottobre prossimi ed al successivo ballottaggio che si svolgerà quindici giorni dopo. Stando infatti agli ultimi sondaggi effettuati, ben il 34 per cento degli aventi diritto al voto non sa ancora per chi votare e, soprattutto, se si recherà alle urne.

Comunque, al di là della ressa di candidature, per ciò che concerne il futuro sindaco di Roma, rimangono quattro i più titolati per la conquista della fascia tricolore, ovvero Enrico Michetti (che i sondaggi danno al primo turno sopra il 30%) del centrodestra, Roberto Gualtieri, centrosinistra, che segue accreditato di quasi il 27 per cento. Più staccati Virginia Raggi, M5S, con il 19,6% e Carlo Calenda, Azione e Italia Viva, con poco più del 15 per cento. Gli altri 18, se resteranno in lizza, dovrebbero prendere voti da prefisso telefonico.

I quattro sopra indicati, ad eccezione di Calenda sostenuto da una sola lista, possono contare sul sostegno di più liste: 6 per Michetti, 7 per Gualtieri e 6 per Raggi. Liste che possono puntare sulla presenza di personaggi più o meno illustri del mondo dello sport, dello spettacolo, dell’imprenditoria.

Così con il centrodestra si candidano il noto cabarettista ed attore Pippo Franco, la cantante Manuela Villa, figlia di Claudio, e gli ex calciatori di Roma e Lazio, Antonio Di Carlo ed Angelo Gregucci. In campo calcistico, Gualtieri risponde con Ubaldo Righetti, ex difensore della Roma ed attualmente opinionista calcistico. Da parte sua Raggi schiera una ex miss Italia (1988) Nadia Bengala. Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutte le categorie.

Non poteva mancare, in questo momento di pandemia e con le polemiche in corso sulla vaccinazione ed il green pass, una lista antivaccinista del Movimento 3V che candida a sindaco Luca Teodori. Da registrare, per curiosità, anche una lista del “Partito delle Buone Maniere”, che candida alla fascia tricolore il sessuologo napoletano Giuseppe Cirillo, registrato anche come Dr Seduction. Vedremo la prossima settimana se il quadro elettorale sarà più chiaro e magari anche più serio e convincente.

La caccia al candidato da parte dei ‘’favoriti’’ per intercettare voti, nasconde infatti la scarsa fiducia nei loro stessi programmi per Roma, dove tutti hanno fatto numerose promesse, ma che la gente, ormai abituata a riceverle, nemmeno più le ascolta.

Sarebbe interessante un sondaggio su che cosa è stato recepito rispetto alle proposte dei candidati e su che cosa sarebbe più importante fare per migliorare la città. Si potrebbe così verificare quanto le promesse dei candidati coincidano con le aspettative dei potenziali elettori.

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